“Mi piacciono i quotidiani di provincia, mi piace leggerli in un bar, seduto, con il caffè fumante (a volte con un panino, una brioche, una focaccina), senza fretta, soffermandomi sulle notizie messe in pagina. Trascurabili, per il gran mondo, per noi che viviamo a Milano, ma che invece hanno molta importanza qui, per esempio nel Cremasco. Sto leggendo La Provincia – comprata proprio nel bar trattoria dove mi sono seduto per una pausa (Trattoria Severgnini a Capralba: nessuna parentela con il celebre Beppe di Crema) – e vedo in prima il lancio di una notizia che all’interno occupa mezza pagina: l’assunzione part time di un vigile a Ripalta Cremasca, ottenuta in accordo con Pandino. Sopra c’è la festa dell’albero a Crema e a fianco un riquadro con foto dà conto, particolareggiato, dell’incidente accaduto, sempre a Crema, a una trentenne, estratta dall’auto finita fuori strada e portata in elicottero all’ospedale di Bergamo. Sfoglio, e mentre ascolto due signore parlare, in dialetto stretto, al tavolo vicino, leggo di un’anziana truffata a Madignano, d’un ladro di biciclette sempre a Madignano, di due uomini fermati in stato d’ebbrezza a Crema, di una passerella che riapre a ciclisti e pedoni (ad Agnadello, e mi viene in mente per assonanza il bel libro “Oceano Padano” di Mirko Volpi, scrittore di Nosadello, centro del Cremonese). Mi soffermo sulla giornata della pace a Casalmaggiore, con studenti stranieri da tutto il mondo. Leggo di incontri pubblici sul referendum: Sallusti per il Sì e Rosi Bindi per il No, entrambi a Cremona. Leggo la ventina di righe dedicate a un lettore che compra il giornale in edicola a Soncino, con foto di lui ed edicolante: una bella idea. Salto lo sport e le poche pagine nazionali che fanno il sunto del gran mondo (guerra, politica), mi fermo sul ricordo di Enrica Bonaccorti, scomparsa. Leggo l’oroscopo: il Sagittario, grazie a un lucido Plutone, consiglia di tentare conquiste rimandate da tempo: avranno successo, in ogni campo, amoroso e professionale. Poi leggo la pagina dei morti, con foto sorridenti e a colori dei defunti: una signora di 100 anni, un geometra “entrato nella vita vera” (dice il necrologio), alcuni anniversari funebri, tanti partecipanti, tante lacrime, cognate e generi tristi, figli e nipoti affranti, mogli addolorate. Vicino, la colonna con i numeri utili e il santo del giorno, Sant’Agnello da Pisa. Giornalismo di prossimità, popolare, radicato nel luogo. Giornalismo, questo del quotidiano diretto da Paolo Gualandris (lo conosco, i giornalisti sono una grande famiglia), fatto bene, come mediamente accade nei giornali di provincia, attenti al dettaglio, precisi nel racconto di cose minime, di vite non clamorose, di vicende comuni. Oddio, il caffè è diventato freddo. Devo ordinarne un altro, lasciare La Provincia (il giornale intendo, in questa plaga dell’Oceano Padano resterò fino a domani) e dar retta a Roberta, che mi sta chiamando da un’altra sala della Trattoria Severgnini. In fondo, siamo qui per ragioni legate al Tortello Cremasco, della cui Confraternita “la” Schira è Gran Maestro”.
Così postò via social il giornalista di razza Antonio Bozzo…
stefano mauri





