L’estate nera del calcio sul CorSera, ma l’Ac Crema cresce e lancia un modello

L’estate nera del calcio sul CorSera, ma l’Ac Crema cresce e lancia un modello

Venerdì scorso 29 luglio, le pagine interne lombarde del Corriere della Sera, a firma di Roberto Rizzo hanno ospitato un articolo interessantissimo dedicato, pensato e proiettato sulla crisi del football lombardo. Sì perché il reportage di Rizzo, intitolato “L’estate nera del calcio”, in pieno, tra fallimenti, fusioni ipotizzate e mancate, Inter e Milan alle presi tra crisi pesanti, beh ha fotografato un movimento ormai Ko: per la prima volta dal 1929 infatti, solo quattro compagini lombarde gareggeranno tra serie A e serie B, ergo, il 2016 è il punto più basso nella storia del calcio padano. Questi i pensieri in estrema sintesi, di illustri personaggi nel e del pallone, affidati alle pagine del Corriere della Sera. Per Roberto Boninsegna ad esempio mancano gli imprenditori giusti che amano le loro città e i club che rappresentano. Sostiene Evaristo Beccalossi che ogni situazione va contestualizzata e che servono gestione sportiva e patrimoniale. Secondo infine Demetrio Albertini, la Lombardia è la regione con più società dilettantistiche. Ma che ad essere … è saltato, è il sistema calcio.

Ebbene, nel mezzo di questo guado stagnante e preoccupante, fortunatamente, la capitale del Granducato del Tortello, tutto sommato regge, con, ben due squadre sane: Pergolettese nel Cnd e Ac Crema 1908 in Eccellenza che, appunto resistono.

Interessante, per certi aspetti da studiare, approfondire ed esportare il cosiddetto modello Ac Crema 1908 (Stella d’Oro Coni 2016 per meriti sociali e sportivi, Chapeau), società ambiziosa, rivitalizzata dall’avvento di Chicco Zucchi, già Cremasco dell’Anno, personaggio ambizioso e frizzante il quale, da anni sogna il derby in serie D coi cugini della Pergolettese e quest’anno, alla faccia della crisi globale ha investito parecchio per allestire un top club da mille e una notte.

Ebbene, la particolarità del glorioso sodalizio nerobianco cremasco (attento pure al sociale e attivo nel dotare la realtà cremasca di nuove strutture sportive) è quella di non essere gestito direttamente da un imprenditore, il vicepresidente Beppe Corna comunque è un impresario edile, ma bensì di essere più o meno direttamente inserito nella vivace galassia di un’associazione, tra l’altro importante e in crescita, di categoria, vale a dire l’Asvicom. Che sia questa, visto che secondo Boninsegna non i sono più gli imprenditori di una volta, la strada da perseguire per fare, a determinati livelli, calcio avvincente?

Stefano Mauri

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