Lo strano caso dell’immobile (ex “Macchinette – Olivetti) pericolante tra auto stile Formula Uno che sfrecciano

Lo strano caso dell’immobile (ex “Macchinette – Olivetti) pericolante tra auto stile Formula Uno che sfrecciano

L’area immobiliare (per intenderci quella conosciuta come “ex Macchinette – Olivetti), abbandonata, malfamata e preda di perdigiorno, pericolante, pericolosa (densa tra le altre cose di amianto), da bonificare e recuperare… ecco a suo modo, per Crema e il Granducato del Tortello rappresenta uno strano caso tutto da interpretare e codificare.
Sì perché da quelle parti di via Mulini, dove le auto sfrecciano (arrivano da via Gaeta, strada che meriterebbe un … “radar” per controllare la velocità e multare chi viaggia: cioè tutti… oltre i 50 Km orari) e, obbligatoriamente (chissà perché poi anni fa hanno chiuso un tratto di strada? Mah) svoltano (mossa azzardata?) in via Cogrossi, ecco stando ai cartelli piazzati qua e là tra un murales e varie scritte, il pericolo di crolli (rischio da estendere in parte sul parallelo Viale Santa Maria della Croce) è, o sarebbe fate voi, se non imminente… beh quantomeno probabile.
Ora, è possibile che laddove l’incolumità (e se cade un muro o un pezzo di stabile su un’auto, un pedone o un ciclista in transito?) potrebbe (o dovrebbe) essere a serio rischio sia comunque concesso il transito? E ancora: come mai in via Gaeta mancano limitatori appositi (o aggeggi in grado di rilevare la velocità e nel caso multare gli esagerati) in grado di obbligare gli automobilisti (misteriosamente tra camion e altri malcapitati, manco fossimo Vettel sgommiamo alla grande lassù) a viaggiare (attraversare tale arteria è un’impresa) a ritmo ordinato, controllato e sensato?
C’è poi il problema, tra amianto portato dal vento e smog (il sottopasso per certi versi illuminato, per altri maledetto … provoca code in determinate fasce orarie tra via Gaeta, Via Caravaggio e via Indipendenza) delle polveri sottili pericolose e dell’inquinamento annesso – relativo. Già, ma tra crolli annunciati e automobilisti spericolati, quest’aspetto pur temibile, ahimè, forse è secondario. No?

Stefano Mauri

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