Lorenzo da Crema, autore del libro “Il nido del pettirosso” e il Premio Strega in formato Sanremo. Elodie? Bella pure con l’IA

Lorenzo da Crema, autore del libro “Il nido del pettirosso” e il Premio Strega in formato Sanremo. Elodie? Bella pure con l’IA

Il Premio Strega è un’occasione mancata, mediaticamente parlando. Non mi addentro nei contenuti, la mia è solo una riflessione sul fatto che un Premio Strega potrebbe diventare il “Sanremo dei libri”. Mediaticamente parlando, ripeto. Se la finale fosse trasmessa in prima serata, con una regia degna di questo nome. E poi gli ospiti. Ok, un Sangiuliano, per il momento cabaret, ci sta. Ma con un decimo del cachet di un Travolta potresti invitare un Don Winslow, più un Bret Easton Ellis e uno Stephen King, mica per parlare di libri, eh, così per dire due minchiate sul palco.
Per un effetto dirompente servirebbe anche che gli scrittori si vestissero in modo più estroso, così per creare discussioni, traffico sui social. Qualcosa di cui parlare. Ma al di là degli scherzi, se la Rai investisse quei due spicci potrebbe tirar fuori un programma di tutto rispetto, con un’audience dignitosa e con ritorni concreti sul martoriato mondo editoriale. Tra l’altro, oltre al voto degli Amici della Domenica si potrebbe aggiungere il televoto. Sai mai che sorprese? Alla fine la gente sta a rincoglionirsi davanti a programmi dove si aprono scatole (un gran pacco in ogni senso), potrebbe anche seguirne uno, con interesse, con scrittori (sì, meglio se vestiti o svestiti alla Achille Lauro o alla Elodie) che dicono cose, che raccontano storie, che mostrano al grande pubblico quell’oggetto antico, ma ancora misterioso e inesplorato, che è il libro.

p.s. ho cercato senza successo una foto di Elodie con un libro in mano, per cui sono dovuto ricorrere all’intelligenza artificiale. Il libro non è venuto bene, lei sì. All’IA piace vincere facile.

Così, tra il serio e il faceto, scrivendo bene come suo solito, postò lo scrittore Cremasco, nonché Deus Ex Machina del Festival Letterario di Crema, luce al Centro Museale Sant’Agostino, “In Chiostro”, Lorenzo Sartori. Ah … per la casa editrice Fazi (Chapeau) il bravo Lorenzo ha dato alle stampe il libro “Il nido del pettirosso”. Ecco, dal web, la trama in pillole: “La scomparsa improvvisa di una ragazza riporta a galla un terribile omicidio avvenuto in passato e mai dimenticato.
Ad Alveno, paese di poche anime tra i monti del Trentino, Alice ha lasciato i ricordi più belli e anche i più atroci. Dopo alcuni anni di assenza, sta andando lì con gli amici di sempre. Sono in macchina, diretti al Nido del Pettirosso, l’albergo che i suoi genitori gestivano quando lei era ancora una bambina e che ora sua madre Laura ha deciso di vendere per lasciarsi alle spalle i tragici eventi accaduti nei dintorni. Undici anni prima, infatti, sua sorella Sara era stata ritrovata morta in fondo a un burrone: come siano realmente andate le cose resta un mistero ma la sua famiglia, nel frattempo, è andata in pezzi. L’indomani, Laura riceve una telefonata dalla polizia: l’auto su cui viaggiava Alice è finita in una scarpata; lei e un suo amico si sono allontanati per chiedere aiuto e da quel momento nessuno ha più avuto notizie di loro. Laura si precipita sul posto per seguire le indagini, portate avanti dall’agguerrita ispettrice Valenti. Possibile che la montagna voglia prendersi anche l’unica figlia rimastale? Tutte le paure e i dubbi del passato si riaffacciano come ospiti indesiderati dalle finestre delle stanze ormai vuote del Nido del Pettirosso: che fine ha fatto Alice? La sua scomparsa è legata in qualche modo alla morte di Sara? Riusciranno Laura e l’ispettrice Valenti a ritrovare la ragazza prima che accada di nuovo l’irreparabile?”

stefano mauri

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