Lucilla Granata, in libreria col libro “Non chiamatemi Bubu”, giornalista scrittrice mai banale, sì è fuori dal coro. Chapeau!

Lucilla Granata, in libreria col libro “Non chiamatemi Bubu”, giornalista scrittrice mai banale, sì è fuori dal coro. Chapeau!

ATTENZIONE …sto per scrivere cose politicamente molto scorrette… quindi se siete falsi perbenisti sganciatevi subito.

ALLORA: da cronisti si cerca di raccontare quello che succede e di farlo nel modo più obbiettivo possibile. Quando pubblichiamo

immagini o realizziamo servizi, giustamente spesso piovono commenti. Osservazioni sui fatti descritti, a volte anche su come sono descritti. Siamo qui apposta. Facciamo un mestiere che in molti pensano di poterci insegnare, va bene! Siamo qui. Non rispondo mai alle provocazioni, a volte per amore estremo della libertà di pensiero, lascio commenti che disprezzo profondamente a meno che non siano davvero inaccettabili, ma oggi, sarà il protrarsi di questo tempo simil autunnale che batte sul mio sistema nervoso… Devo proprio dire una cosa. Venerdì un ragazzo di colore è salito su un tetto del centro città minacciando di lanciarsi di sotto. E visto che l’intervento tempestivo delle forze dell’ordine ha scongiurato il peggio, abbiamo

riportato la notizia. Commenti solidali?? Neanche l’ombra. Da chi lo invitava a buttarsi a chi si preoccupava dei soldi spesi per l’intervento dei vigili del fuoco. Nessuno si è minimamente preoccupato anche solo di supporre che caso mai uno che si sporge da un tetto magari se non è disperato, sta vivendo un profondo disagio.. o NO?? Però per cose molto meno gravi, dove non è in gioco la vita delle persone, certi pipponi moralistici che mi fanno veramente vomitare. Ma quanto potrete essere ipocriti mi chiedo. Ma quanto?? Va bene.

Torno a fare finta di amare le persone ??

Così postò, sulla sua pagina Facebook nei giorni scorsi, Lucilla Granata, in libreria col libro “Non chiamatemi Bubu” (libro da leggere dedicato a Chicco Evani), giornalista scrittrice mai banale, e … sì fuori dal coro. Chapeau!

Stefano Mauri

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