“Ecco il susseguirsi di una serie di interventi effettuati sul ponte di via Cadorna nel corso di 150 anni (fonte Archivio Storico Cittadino):
Anno di costruzione 1876.
1901 prima modifica: rinforzo per adeguare la struttura a sopportare il peso del Tram “Gamba de legn”.
1913 sostituzione di 10 campate di travi in ferro.
1916 riparazioni urgenti.
1923 si segnala la pericolosità del pilone centrale le cui fondamenta risultano esposte verrà incamiciato con struttura di cemento.
1926 rubati i parapetti in ghisa delle passerelle pedonali (sembra una barzelletta ma è vero) verranno sostituiti.
1927 rifacimento delle passerelle in legno con lastre di cemento che graveranno uteriormente sulla struttura che in seguito verranno di nuovo sostituite con grigliati in metallo più leggeri.
1944-45 riparazione dei danni dei bombardamenti.
1952 scartata la proposta della ditta Lancini di rifacimento totale si chiude al traffico per sostituzione dell’impalcato e delle parti piu’ ammolarate.
1959 la proposta più bizzarra: riutilizzare il ponte ferroviario dismesso di Isola Dovarese da smontare e rimontare a Crema (si pensava pima sul Cresmiero poi sul Serio a finaco dell’esistente).
La storia degli ultimi 15 anni con i vari progetti, cambi di aziende, monitoraggi fino all’epilogo della chiusura è nota a tutti.
In 150 anni sono stati spese ingenti somme per continui rappezzi tralasciando la manutenzione ordinaria che prevedeva per le strutture in lastre di ferro chiodate (che allora non avevano protezione tipo zincatura od altro) la verniciatura ogni 5- 7 anni con adeguato prodotto antiruggine come avviene regolarmente per la Torre Eiffel”.
Così via social ha postato il ricercatore ed esploratore, volontario, appassionato e generoso, ma soprattutto, bella persona che non si tira mai indietro, Alberto Tuzza. E la sua è una infinita serie di interventi di cosiddetti “Mestieri Cremaschi”. E adesso, che ne sarà del Ponte dei Sospiri (quello chiuso e bisognoso di cure straordinarie) sul fiume Serio, in via Cadorna?
stefano mauri






