Ma il sindaco che consegna le Costituzioni non era tra quelli che le voleva cambiare qualche mese fa?

Ma il sindaco che consegna le Costituzioni non era tra quelli che le voleva cambiare qualche mese fa?

Risulta apprezzabile la reiterata iniziativa da parte del sindaco di consegnare ai neo diciottenni copia della Costituzione. Il fatto oltreché simbolico assume valenza concreta nel segnalare ai giovani le fondamenta dell’essere e del coesistere di una comunità nazionale. Mi è capitato anche di leggere il testo dell’intervento introduttivo del sindaco ed ho visto concetti quali “… la nostra Costituzione a distanza di tanto tempo rimane tra le più moderne del Pianeta  … ciò che contiene le nostra Carta è insensibile ai mutamenti del tempo perché il tempo non possiede alcuna influenza sui grandi principi, primo fra tutti la democrazia e i valori della convivenza civile… è una delle cose migliori che abbiamo costruito nel corso della nostra storia, una grande amica che ci protegge dalle soggettività malate di chi pensa di poter improvvisare regole di convivenza prive di saggezza…”

Mi sono quasi commosso perché tali frasi costituivano gli spunti che mi hanno dato argomenti di intervento nella recente e non dimenticata campagna referendaria del 4 dicembre scorso. Già, ma il sindacocandidatosindaco da che parte stava, unitamente al suo partito di appartenenza? Ma non faceva parte di “quell’esercito di mille sindaci” evocato dal ministro Del Rio per modificare 45 dei 139 articoli della Costituzione? Non era una dei sostenitori di quello, per me, stravolgimento della Carta fondamentale, ritenuta vecchia, superata, inadatta alle esigenze di una società moderna? Forse era un atto dovuto che il sindacocandidatosindaco, in quanto rappresentante delle istituzioni, si esprimesse nei termini sopra trascritti.

Ma non posso dimenticare, perché presente, non solo le parole di presentazione per l’ex ministro Elena Boschi ma gli applausi e gli abbracci allo stesso ministro che concludeva il suo discorso incitando al sì, “perché quella era la scelta della nostra vita”. Ed appare davvero semplicistico nei confronti di chi ha già fatto notare tali diversità, cavarsela con due semplici righe, richiamando “l’introspezione, il retropensiero, la metalettura della interpretazione teleologica”(!) Molto più modestamente mi viene in mente Tania Cagnotto ed i suoi doppi o tripli salti mortali carpiati all’indietro. A meno che, voglio essere buonista, nel segreto dell’urna e per non essere manifestamente contro le indicazioni del suo partito, al referendum abbia, come me votato no. Temo che questo mistero il sindacocandidatosindaco non lo svelerà mai.

Ermete Aiello

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