Doppia voce sul tribunale, la chiusura è davvero così drammatica?

Doppia voce sul tribunale, la chiusura è davvero così drammatica?

Sussurrandom si fonda su una discrasia di pareri e su due anime diversissime. Oggi con la chiusura del tribunale inizia la rubrica Doppia Voce, due pareri contrastanti sotto lo stesso tetto.

In questi giorni a Crema vanno in scena gli ultimi atti per contrastare l’accorpamento del Tribunale locale a quello di Cremona.
Da destra a sinistra un solo coro: il Tribunale non deve chiudere; le uniche dissonanze riguardano i j’accuse tra le parti politiche, insomma come direbbe Zucchero, sembra il festival del “Per colpa di chi“.

Io mi sento una mosca bianca e infatti fino ad ora ho taciuto, cercando di capire l’univoca posizione in campo. Sicuramente non conosco la situazione nel dettaglio come gli addetti ai lavori, ma a me questa chiusura non sembra un dramma, mi ricorda più il classico vizio italiano del “comincia tu“.
Servono le discariche? Nessuno le vuole vicino a casa e nessuno cerca di limitare la produzione di rifiuti.
Tagliano le Province? Improvvisamente la propria diventa indispensabile fruitore di servizi.
Va ridotta la spesa pubblica? Sì, ma quella del Comune vicino.

In una logica di necessità trovo sia molto ragionevole difendere con tutte le possibilità la sussistenza in loco dei presidi sanitari, mentre sul Tribunale si puó pure accettare una delocalizzazione. Indubbio che ci sarà qualche disagio, ma questa mobilitazione di massa mi sembra molto più ideologica che effettivamente necessaria. Di cittadini comuni disperati per la chiusura del Tribunale non ne ho sentito nessuno, forse perchè é un servizio che a molti non serve in tutta la loro esistenza.
La parola adesso è passata al TAR, ultima spiaggia della resistenza, il quale magari riuscirà anche a farmi comprendere il perché di questo strenuo no alla chiusura.
Del passato spesso dimentichiamo insegnamenti importanti, mentre l’Italia dei campanili è più attuale che mai.

Barbara Locatelli

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Ce l’abbiamo fatta. E non poteva che essere un venerdì 13 la data che rimarrà impressa sui libri di storia locale come quella in cui abbiamo perso un altro presidio. Una storia di 500 anni spazzata via da una riga, l’unica alla fine rimasta delle tante che si era pensato di tirare sui tribunalini locali. Ma il nostro era un tribunalino? Aperto nella forma attuale nel 1989 aveva una storia di eccellenza che oggi si è pensato di terminare qua. Un segnale, un segnale della centralità di Cremona su Crema. Uno dei tanti spesi in questi anni. A due passi da casa mia c’era la Sip, non c’è più, e poi l’Enel e magari domani anche qualcos’altro. Tutto questo per affermare che Crema è sussidiaria di Cremona, diciamocela tutta dai, nel capoluogo ci hanno sempre guardato come la periferia dell’impero. Personalmente ho avuto a che fare con realtà cremonesi con decentramento a Crema. Ai cuginastri che Crema ci sia e funzioni ha sempre fatto girare le balle.

Quindi è tutta una questione di campanile? Di storie diverse radicate in realtà maturate in ambiti storico sociali diversi. Cremona è la ricca campagna che si fa ombelico, Crema ha sempre guardato con golosità (e con gelosia) Milano. No, ovvio che non è questione di campanile e basta. Ma tanto ha contato nel lasciare che la situazione si facesse lasca. Tanto, si pensava, alla fine cadrà anche la chiusura di Crema, in questa Italia dove non si fa davvero mai nulla. Ci era caduto anche il nostro Nostradamus che aveva pensato ad un colpo di scena finale. Che non è arrivato.

Da settimana prossima la SS415, lato Cremona, quella che i cugini chiamano con sussiego Castelleonese, avrà qualche pendolare in più. Avvocati, praticanti, collaboratori di studi legali e anche giornalisti di cronaca giudiziaria. Tutti col terrore di aver perso il peso specifico che avevano in via Libero Comune. Tutti a dover ricominciare con i rapporti interpersonali e lavorativi. Difficile certo.

Il mester cremasch poi prevede che l’Ordine degli Avvocati di Crema non muoia, che il tribunale per altri 5 anni almeno funzioni come archivio (anche se noi abbiamo una proposta che lanceremo presto), che il Giudice di Pace rimanga a Crema. Ma mi domando. Con questi disaccorpamenti, con il fatto che nessuno perde il posto di lavoro, ma il risparmio tanto sbandierato dove cazzo sta?

em

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