Made in Crema? No meglio Made in Italy fatto a Crema: ha ragione Ancorotti

Made in Crema? No meglio Made in Italy fatto a Crema: ha ragione Ancorotti

Renato Ancorotti, imprenditore illuminato e illuminante del ramo cosmesi, sulla nomenclatura da utilizzare in quella vasta, variegata, complicata materia che è la valorizzazione delle produzioni, ma anche delle bellezze locali per carità, ha un’idea tutta sua che, indubbiamente, oltre che valida, beh potrebbe rivelarsi indubbiamente tanto lungimirante quanto spiazzante (in positivo).

Sostiene infatti Ancorotti, tra le altre cose presidente del Rotary cittadino, ecco che per promuovere, in Europa e nel mondo, i prodotti autoctoni, la scritta da apporre su questi, preferibilmente dopo aver magari creato (o potenziato un qualcosa di già esistente) un consorzio ad hoc ergo lavorando in sinergia e rete collettiva, il “marchio” identificativo ideale, moderno, accattivante, fashion sarebbe … “Made in Italy e fatto a Crema”. Che ve ne pare?

Mah detto che lavorare uniti per lanciare autopromozioni vere e proficua dovrebbe diventare una cosa da iniziare a studiare con piglio deciso e brillante, ehm (magari…) il disegno di Ancorotti potrebbe rivelarsi meno provinciale e maggiormente votato all’internazionalità portando, contemporaneamente una nazione l’Italia e un territorio, Crema, nel mondo. No?

Stefano Mauri

 

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