Mandate me a fare i domiciliari a Villa Certosa al posto di Silvio

Mandate me a fare i domiciliari a Villa Certosa al posto di Silvio

Ho sempre pensato che finito di pagare il mutuo, la mia casa me la sarei goduta ancora di più, ma non sapevo che questo vale per i single o per chi non ha prole. Il peggio mi sembrava passato, insieme alle cedole mensili, una volta che i palloni avevano smesso di rompere lampade e vetri, che il parquet non era più sollecitato da automobiline, pattini e una serie infinita di oggetti a carica manuale. E invece no. La mia casa è ormai tale solo per il notaio, in pratica succede sempre più spesso che io sia invitata a chiudermi in una stanza e a ritenermi quasi privilegiata. Perchè i miei figli invitano gli amici e la mamma una volta riempito il frigorifero, se proorio non riesce a trovarsi qualcuno con cui fare due passi, puó chiudersi come Raperonzolo nella torre del suo castello.

Nel mio caso poi ho pure la fortuna di non essere sola, perché pure i due pelosi di casa non sono ammessi alle réunion adolescenziali e quindi fissano rassegnati con me la porta che si chiude alle nostre spalle e chi ci insegna che ci sono tempi e spazi per ogni stagione della vita.

È una regola imprescindibile, un dogma, come quello per cui se in casa esiste Sky Calcio si potrebbe tranquillamente togliere ogni altro canale. Ed io queste regole ho imparato ad accettarle, senza cercare di fare la rivoluzione, sapendo che arriverà un giorno dove tutto questo tornerà mio (salvo incidenti con Equitalia) e a loro toccherà il contrappasso, di cui io saró canuta, ma lieta spettatrice.

Nel frattempo sono pure pronta a fare un nobile sacrificio per il mio Paese, se chi ci governa mi promettesse di iniziare a pensare all’Italia, mi offrirei di fare un anno ai domiciliari a Villa Certosa al posto del buon Silvio. Sono sopravvissuta a giornate estive in 12 metri quadri, credo proprio di farcela a trascorrerne 365 in una reggia. Fosse solo che i primi cento mi serviranno ad imparare come si accednde il vulcano e i restanti a capire perchè siamo diventati un Paese così… . Così.

Barbara Locatelli

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