Prima Persona, Crema è in declino dal 15 agosto del 570. Siamo pronti però al solito sterile dibattito

Prima Persona, Crema è in declino dal 15 agosto del 570. Siamo pronti però al solito sterile dibattito

E no, il dibattito no. E non metto parolacce per sottolineare la citazione morettiana che poi Facebook mi cassa la promozione (ma si potrà dire cassa? Non è che me lo prendono per un errore di battitura?). Eccoci qua come da sempre da quando io ricordi ecco il momento dibattito. Stavolta lo lancia il giornalista in pensione. Antonio Grassi che non è capace di stare fermo un momento mi lancia dal sito de La Provincia il dibattito: Crema è in declino.

E noi come boccaloni abbocchiamo all’amo.

Lo hanno già fatto i ragazzetti di Scremzine che vedono tutto ancora in maniera romantica, ma un giorno cresceranno anche loro e diventeranno quei quarantenni benpensanti che adesso tanto stigmatizzano. Risponderanno anche i politici che in politichese e con qualche dato farlocco (ah maledetto Facebook che mi cassi le parolacce) ci diranno che va tutto dannatamente bene, quelli al potere, e tutto dannatamente male, quelli all’opposizione. E che du bale (il dialetto mi sa che non lo capisce Zuckemberg). Crema è in declino più o meno dal 15 agosto del 570. E si pensateci bene. Fondare una città a Ferragosto avrebbe dovuto essere il segnale di come sarebbe finita: “miii che caldo Antò, lascia perdere dai… ci penserà qualcun altro”.

Vi siete mai chiesti perché Sussurrandom chiama Crema la Città Giocattolo? Perché ha quell’apparenza tanto perfettina da genietta che però non si vuole omologare troppo. Altro che il belletto che cita il buon Grassi con cui coprire le rughe. Crema ha 1500 anni ma è in fasce. Perché qui non si cresce mai. La dimostrazione sta nella risposta dei ragazzetti di Scremzine che pontificano come al solito su quanto siano bravi, ecco un passaggio…

 “Mi viene il coccolone – per dirla con le nostre parole – a pensare che qualcuno continui a preferire 6 micro concerti, ai quali parteciperanno poche, disinteressate (o fin troppo interessate) persone, piuttosto che un solo ma grosso maxiconcerto, capace di radunare circa un migliaio di persone tutte nello stesso posto”

Ma basta!!! Basta!!! Sempre a pensare di avere  la soluzione geniale in tasca. Le stesse idee vostre le hanno avute 20 anni fa i quarantenni benpensanti che adesso vi fanno ribrezzo. Siamo sempre lì. Non si cresce. Ogni generazione pensa di avere la soluzione in tasca, lo pensava anche Grassi quando faceva il cronista di assalto di Kontatto, poi si cresce e si fa carriera sospendendo tutte le cosette ideologiche del caso, poi alla fine si va in pensione e allora torna in mente che la città fa defecare (uffa Facebook maledetto), e si lancia il dibattito.

Siamo sempre qui a morderci la coda. Adesso si parlerà di fare rete, di sussidiarietà, di realtà di base, di grandi idee estratte dal cappello. Crema come ogni cittadina di provincia schiacciata in mezzo a grandi realtà non andrà mai da nessuna parte. Mettiamoci anche la crisi, la noia, l’ennesimo riflusso stile anni ’80 in cui non frega nulla a nessuno e tutti si sprangano in casa.

Adesso partirà lo sterile dibattito, a cui abbiamo partecipato anche noi, perché siamo dei boccaloni che amano le sadiche logiche del giornalismo, poi si farnno gli stati generali del vattelapesca dove ci si riempirà la bocca di mille boiate, poi arriverà l’estate e rompete le righe perché ci sarà la polemica sul ciringuito del caso da mettere sulle pagine dei giornali.

Amen…

Bruno Mattei

Ultima ora… Il buon Grassi adesso ci da anche coi giovani… QUI l’articolo di oggi. Va beh… ne riparleremo anche settimana prossima

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