Maurizio Borghetti :”Meglio il cinema a certa politica e … sull’ospedale dico…”

Maurizio Borghetti :”Meglio il cinema a certa politica e … sull’ospedale dico…”

Clamoroso a Crema, viene … ehm verrebbe da dire. Cosa è successo di cotanto straordinario?

Il dottor Maurizio Borghetti, ex assessore (giunta Bruno Bruttomesso) e, soprattutto ex politico praticante, nonché ex esponente autorevole di un luminoso centrodestra cremasco che fu, udite, udite … diventerà attore.

Per capirne di più, col buon Borghetti, volentieri abbiamo scambiato quattro chiacchiere.

Allora quando debutterai sul set?

Che parolona grossa. Diciamo che insieme al regista cremasco Gianpaolo Saccomano, col quale ormai sono diventato amico, beh concedetemi il termine reciterò in una particina nel suo prossimo lungometraggio quasi pronto per essere girato.

Le riprese quindi inizieranno a breve?

Penso a marzo.

Insomma… invece di ritornare sulla scena politica hai scelto di darti al cinema…

E cosa mai potrei fare o dare in questo clima politico povero, spogliato e avaro di contenuti o programmi e ricco di spot, di proclami altisonanti e promesse abbaglianti elettorali?

Senti tu lavori come radiologo, presso l’ospedale Maggiore di Crema. Le nubi sul futuro del nosocomio cremasco si sono diradate del tutto?

La sopravvivenza del presidio ospedaliero in sé non è mai stata messa in discussione. Era una questione di eventuali accorpamenti o assorbimenti della direzione generale. Ritengo tuttavia che la vera questione sia ben altra.

E quale sarebbe?

La Regione Lombardia da anni, per carità in un certo senso pure giustamente, ecco si è concentrata sui cosiddetti ospedali eccellenti dei grandi centri. E a Milano solo per fare un esempio, per farsi curare praticamente arriva gente da tutta Italia. Nei cosiddetti centri medi tipo l’ospedale di Crema invece, purtroppo con un sistema mortificante, poco sereno si bada esclusivamente ai numeri, così siamo costretti a fornire prestazioni su prestazioni, i tempi d’attesa crescono e nonostante tutto questo, gli input regionali rimangono quelli di continuare a fare i numeri. Mah…

A livello nazionale il vento pare sia tornato a soffiare positivamente per il centrodestra. C’è un po’ di rammarico per l’inarrestabile parabola discendente dell’ex leader di Alleanza Nazionale Gianfranco Fini. Oggi in fondo avrebbe potuto essere lui il candidato premier, no?

Sì Fini è finito ai margini da tempo e paradossalmente, pur appunto favoriti nei sondaggi, Fratelli d’Italia potrebbe prendere percentuali basse e ben lontane dai nostri ottimi risultati ottenuti anni fa allorquando Alleanza Nazionale era costruttivamente in auge.

Stefano Mauri

 

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