Nella mattinata di venerdì 21 novembre 2025 la città di Crema è stata teatro della giornata “Memoria, Dialogo, Accoglienza”, promossa dall’Amministrazione comunale in collaborazione con il Comitato 3 Ottobre, organismo impegnato in ambito nazionale ed europeo nella sensibilizzazione sui temi delle migrazioni, dei diritti umani e delle politiche di accoglienza.

L’iniziativa ha coinvolto in primo luogo il mondo le scuole: alle 9.00, presso il Multisala Portanova, gli studenti degli istituti cremaschi hanno assistito alla proiezione del documentario “senzaNome” e hanno incontrato Tareke Brhane, Presidente del Comitato 3 Ottobre. Attraverso la sua testimonianza, le classi hanno potuto approfondire le dinamiche che caratterizzano i flussi migratori contemporanei, le cause che li alimentano e le tragedie che troppo spesso li segnano.

Al termine dell’incontro, studenti, insegnanti, rappresentanti istituzionali e cittadini hanno raggiunto via Lago Gerundo, dove si è svolta la cerimonia ufficiale di intitolazione del “Parco Tre Ottobre”.

Un atto simbolico, fortemente voluto dall’Amministrazione, che pone Crema tra le città che hanno scelto di ricordare in modo permanente le vittime dei naufragi nel Mediterraneo e di riaffermare l’importanza di una cultura dell’accoglienza fondata sulla dignità e sul rispetto della persona.

Durante la cerimonia, il Sindaco di Crema, Fabio Bergamaschi, ha rilasciato la seguente dichiarazione: “L’Amministrazione comunale è impegnata sia sul fronte dello sviluppo di una cultura dell’accoglienza, sia su quello della toponomastica. Dare un nome ai luoghi significa renderli riconoscibili e, al contempo, rendere omaggio alle persone cui vengono dedicati. Nel caso del 3 ottobre, è un modo per ricordare le vittime di quel terribile ultimo viaggio della vita, concluso nel Mediterraneo, divenuto negli ultimi decenni un cimitero anonimo e spersonalizzante, dove si perdono per sempre i volti e i nomi di chi incontra la morte nella traversata verso quella che sperava potesse essere un’esistenza migliore.
Intitolare dei luoghi al 3 ottobre significa rendere loro omaggio, ma anche maturare consapevolezza su quanto la gestione delle politiche migratorie sia oggi centrale nelle società occidentali. Una gestione che deve essere realmente inclusiva, organizzata, avendo al centro la dignità della persona. Ciò passa anche — e soprattutto — attraverso canali di migrazione legale, che possano garantire sicurezza alle persone e dall’altro favorire processi di integrazione più solidi ed efficaci.”

La giornata si è conclusa con un momento di raccoglimento e con l’invito, da parte dell’Amministrazione comunale, a mantenere viva la memoria del 3 ottobre come monito civile e come impegno continuo verso politiche e pratiche di accoglienza capaci di salvaguardare la vita e il futuro di chi cerca nuove possibilità.

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