Migranti alle Ancelle, i genitori vincono la battaglia ma l’incazzatura di Oscar è in agguato

Migranti alle Ancelle, i genitori vincono la battaglia ma l’incazzatura di Oscar è in agguato

Così una serata di protesta, l’annuncio di proseguire ad oltranza, la visibilità mediatica sui giornali di mezza Italia, ha fatto si che la diocesi facesse marcia indietro. Nella giornata di ieri è apparso sul sito della diocesi di Crema il seguente breve e secco comunicato firmato dal vicario generale monsignor Franco Manenti:

Vista la tenace e strenua opposizione di molti genitori della scuola diocesana “C. Manziana” (sez. Ancelle) ad accogliere i profughi, inviati con urgenza dalla Prefettura di Cremona, nei locali di via C. Battisti 2, debitamente predisposti, anche con il consenso della ASL, è stata sospesa la scelta di accogliere i profughi in questo stabile. La Chiesa di Crema, continua a considerare l’accoglienza dei profughi un esercizio della carità a cui non vuole e non può rinunciare. Per questo si attiverà a trovare con urgenza possibili soluzioni alternative. Una lettera completa e articolata da parte del Vescovo sarà resa pubblica nei prossimi giorni.

Quindi intanto la situazione non era così da out-out come l’aveva dipinta il direttore della scuola diocesana don Giorgio Zucchelli. Nel primo pezzo edito da Cremaonline sulla situazione si leggeva:

Secondo quanto riferito da don Zucchelli ai genitori inferociti, il prefetto ha contattato monsignor Cantoni ponendolo di fronte ad un ultimatum: nel caso la Chiesa non avesse messo a disposizione degli spazi per ospitare i migranti, la Prefettura avrebbe requisito a propria discrezione proprietà ecclesiali. A questo punto la scelta è caduta sull’ex convento di via Bottesini.

Quindi si poteva pensare da subito ad un posto diverso da quello che ha scatenato la protesta. Ma davvero se si fosse detto di no la Prefettura avrebbe requisito degli spazi? Può essere. Di certo la situazione migranti in provincia di Cremona sta facendo preoccupare non poco. Intanto prima delle diocesi magari potrebbero intervenire i comuni. Dunque la nostra provincia conta 115 comuni. Tutti già attivi nell’accoglienza?

Lo racconta Artventuno:

Allo stato attuale, solo il Comune di Cremona e quello di Crema hanno dato una mano. Per il resto, per far fronte all’emergenza migranti la Prefettura ha potuto contare unicamente sulla Caritas, su enti ecclesiastici e su alcuni privati.

Ah.. Quindi gli altri 113 comuni nicchiano e nessuno pare aver minacciato di requisire alloggi. Non out-out ma dialogo? Prosegue Artventuno:

È un dialogo difficile quello con i Comuni cremonesi, non lo nasconde Beaumont Bortone, Capo di Gabinetto della Prefettura di Cremona. «Stiamo cercando disperatamente nuove strutture – spiega Bortone –, ma ci sono forti contrasti con alcuni Comuni del territorio. Molti sindaci pensano che dare una mano equivalga a togliere fondi ai cittadini, ma non è assolutamente così, perché le spese per i rifugiati sono coperte dal Ministero dell’Interno».

Quindi ogni profugo corrisponde ad un entrata? E a quanto ammonta questa entrata? Si legge in un pezzo dell’Huffington Post del 27 maggio:

La proposta della Commissione Ue sul trasferimento dei profughi, approvata oggi, prevede anche che gli Stati membri riceveranno seimila euro per ogni profugo trasferito sul proprio territorio, per un totale di 240 milioni di euro.

Quanti migranti ci sono oggi a Crema ospitati con questo sistema? Artventuno riferisce 22, ospitati in appartamenti ceduti alla Caritas.

 

Fin qui i fatti riferiti dai media locali. Dal comunicato della diocesi si evince una certa stizza per la situazione creatasi attorno al caso. Intanto c’è scritto che la decisione di accogliere i profughi in quel locale è sospesa, e non cancellata. Si da conto che comunque sia la Caritas proseguirà sulla strada intrapresa e si annuncia una lettera più articolata del vescovo, come dire, cavoli vostri onorevoli cristianissimi genitori cremaschi che ci avete fatto questo.

E va beh, leggeremo Oscar che ha da dire. Intanto ieri su Facebook mi è capitato di leggere qualcuno che lanciava l’hashtag #oscarstaisereno, per invitare monsigor Cantoni a proseguire nella sua scelta. Visto cosa evoca oramai in Italia dire Stai sereno mi pare una scelta opinabile. Bello vedere che a schierarsi con la chiesa sui social sono stati soprattutto i rappresentanti della sinistra locale, anche quella più radicale.

Silenzio o ben poche considerazioni da parte di quelli che invece dovrebbero essere più cattolicocentrici. Interessante. Il “solito” Agazzi, che è il mattatore dei social cremaschi, ha rilanciato tutti i pezzi riguardanti la questione stimonando la discussione. Un po’ meno feroce del solito nei commenti. Un tema delicato per lui immaginiamo visti gli attori coinvolti. Scavalcato a destra dalla sinistra, o a sinistra dalla destra. Santo cielo mi sono perso.

Che la vicenda non sia finita qui ne siamo pressoché certi. Strano che nessuno abbia ancora fatto l’assioma immigrati-moschea. Arriverà anche quello. Di sicuro la giravolta di ieri della diocesi conferma quello che abbiamo scritto ieri. I genirori delle Ancelle sono dei “clienti” pagano per un servizio, lo pretendono, gli deve venire dato. Tutto il resto sarà pane per le pagine estive dei media locali, di solito esangui in questo periodo e piene di colesterolo e tortelli.

Bruno Mattei

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