Moschea si moschea no, niente consiglio comunale ma occhio alla pancia dei cremaschi

Moschea si moschea no, niente consiglio comunale ma occhio alla pancia dei cremaschi

Così il Consiglio Comunale aperto per la questione moschea si moschea no non si può fare. Ci pensa il presidente del Consiglio comunale Vincenzo Cappelli a snocciolare 3 punti a suo dire insormontabili. Le tre motivazioni sarebbero queste, come riporta Cremaoggi:

l’amministrazione non ha in corso procedure per individuare un’area da destinare a luogo di culto per i musulmani; la libertà di culto è materia costituzionale e non di un consiglio comunale; manca un ordine del giorno preciso e specifico.

Sono tre punti secchi ma aprono a parecchie riflessioni. In che senso l’amministrazione non ha in corso procedure? Volete dire che stiamo parlando sul nulla da due anni? Ma come la variante del Pgt, l’avere individuato un’area in via Milano nella zona ex Voltana? Ma chi lo ha fatto, lo sta facendo, lo farà? Noi uomini della strada non abbiamo capito.

Costituzione e non consiglio comunale. Allora perché si è parlato di un luogo sicuro e controllabile dalle forze dell’ordine? Se è tutto tranquillo, apposto, regolare, costituzionale, allora che ne parliamo a fare? Eppure si sono organizzati dibattiti, incontri, momenti di discussione.

Manca un ordine del giorno. Cioè volete dire che tutte le forze di opposizione che stanno chiedendo il consiglio comunale aperto da mesi non hanno depositato un Odg? Una mozione? Una interrogazione? Nulla? Abbiamo parlato solo fuori dal palazzo e dentro nulla?

Qualcosa non mi torna. Sicuramente sono io che non ho capito un cazzo come al solito. Anche perché Cappelli ha concluso aprendo su un dibattito pubblico. Ancora? Ma se non c’è nulla da fare allora perché dibattere?

La risposta dell’opposizione è arrivata veloce, come prosegue il pezzo di Cremaoggi, Simone Beretta ed Enzo Bettinelli di Forza Italia ricordano che:

la richiesta di un consiglio comunale aperto sull’argomento era stata presentata da ben nove consiglieri dell’opposizione e che questo rifiuto significa una sola cosa: la maggioranza ha paura di affrontare la discussione davanti ala cittadinanza perché teme di essere smentita in una scelta che da tempo ha preso.

Intanto questo fine settimana parte l’annunciata raccolta firme promossa dal club Forza Silvio di Crema, quella che ha la firma di Daniela Santanché alla casella numero 1, quella lanciata durante l’incontro con la parlamentare di Forza Italia della scorsa settimana. Hanno aderito in tanti: Forza Italia, Lega Nord, NCD, lista civica Cose buone per Crema e lista Servire il cittadino. Anche la Lega Nord che una raccolta firme l’aveva già lanciata e promossa da sola nei mesi scorsi, 800 avevano firmato. A questa scommettiamo, le firme saranno assai di più. Appuntamento dal 6 all’8 dicembre dalle 9.00 alle 19.00 in via Mazzini.

Questa questione sta aprendo sempre di più una serie di interrogativi. Perché l’amministrazione si fa carico di difendere a spada tratta una istanza di una parte comunque minoritaria della società civile cremasca scontentando sempre più persone? Il colore politico sta sbiadendosi sempre più, nel fronte del No, ma anche in quello del Si.

Per l’amministrazione questa questione, con tutti i suoi derivati, sembra sempre più il test della Kobaiashi Maru di startrekkiana memoria. Per chi non fosse nerd spieghiamo noi il significato del neologismo. Il test è, nella serie fantascientifica, un test per cadetti neo comandanti in cui qualsiasi decisione si prende si perde. Lo sanno tutti, compreso il fronte del No, che la nostra Costituzione prevede la libertà di culto. E ci mancherebbe altro. Ma lo stato in cui versa la situazione mondiale, più o meno un declivio imboccato l’11 settembre del 2001 e diventato via via sempre più ripido, ha portato anche il più comprensivo e politicamente corretto degli italiani a farsi delle domande.

Certo ci si sono messi in tanti. Anche insospettabili, tipo i vari Papi, a dire che con l’Islam non c’è possibilità di dialogo. Poi ci sono le centinaia di situazione sparse per l’Italia. Se si scrive no moschea su Google il motore di ricerca restituisce 597 mila risultati: Cantù, Milano, Pisa, Roma, Cittadella, Rapallo, Sardone, Cingoli. Palma Campagna, Trecate, San Donà del Piave, Fulda, Treviso…

Una variegata mappa del dissenso italiano. L’Italia è diventata improvvisamente del tutto xenofoba e intollerante? No. E’ che la pancia degli italiani è in subbuglio. Vorrei citare Giorgio Gaber in una delle sue canzoni più politiche. Un’idea.

Un’idea, un concetto, un’idea finché resta un’idea è soltanto un’astrazione se potessi mangiare un’idea avrei fatto la mia rivoluzione. In Virginia il signor Brown era l’uomo più antirazzista un giorno sua figlia sposò un uomo di colore lui disse: “Bene” ma non era di buonumore. Ad una conferenza di donne femministe si parlava di prender coscienza e di liberazione tutte cose giuste per un’altra generazione.

E via così. E’ chiaro no? Anche il più politicamente corretto degli italiani ha una pancia e una serie di paure (razionali e irrazionali) e io credo che qualche dubbio su questo discorso l’abbiano avuto dentro tutti. Poi non lo ammetteranno mai, citando sempre Gaber, chi ammette a 40 anni di masturbarsi? Non te lo diranno mai. Anche in questo caso siamo su quel delicato confine. Nessuno ha già mangiato e si è nutrito di idee.

E la soluzione alla fine di sto panegirico del venerdì? Bruno Mattei non ce l’ha, in fondo è sempre stato un cialtrone dentro, che ama provocare senza schierarsi del tutto mantenendosi in precario equilibrio e surfando sul mondo della Città Giocattolo.

Bruno Mattei

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