Scrittore, giallista appassionato ed esperto, Rino Casazza ha pubblicato diversi libri ed è autore di podcast, in materia di cronaca nera, molto seguiti. Ebbene, “Mostro di Firenze, Enciclopedia di un enigma”, edito da Algama, disponibile in vendita nelle edicole, è la sua ultima pubblicazione dedicata appunto all’autore, o agli autori di otto, duplici (uccideva coppie l’assassino seriale) atroci omicidi che, terrorizzarono e insanguinarono l’Italia e, nella fattispecie la Toscana tra il 1968 e il 1985. E con lui abbiamo scambiato quattro chiacchiere …
Perché scrivere, come appunto hai fatto, una pubblicazione sulle atrocità del famigerato serial killer italiano ahinoi più famoso al mondo?
Innanzitutto perché, perché per il Magazine On Line Fronte del Blog seguo, dal 2017, il caso. Soprattutto poichè ai tempi delle barbarie del Mostro, vivevo a La Spezia, non lontano in linea d’aria da Firenze e, ricordo benissimo il terrore che si respirava a quei tempi. Ero ragazzo allora, per intenderci in età da camporella in auto, l’unico sistema che avevamo noi giovani per cercare intimità di coppia. E … come potete ben immaginare, terrorizzati, bloccati dalla paura, di fatto non osavamo appartarci in automobile.
Immagino ti sarai fatto un’idea su chi potrebbe, o potrebbero essere stati, l’autore o gli autori delle 16 persone ammazzate…
Mario Vanni e Giancarlo Lotti sono stati condannati come autori materiali di quattro omicidi. Pietro Pacciani invece, condannato in primo grado a più ergastoli per i duplici omicidi commessi dal 1974 al 1985 e successivamente assolto in appello, morì prima di essere sottoposto a un nuovo processo di appello. Detto questo, i cosiddetti “Compagni di Merende” nei panni di mostri, non mi convincono più di tanto, qualcosa non torna. Probabilmente, essendo, soprattutto Pacciani, dei guardoni, magari potevano aver visto o sentito qualcosa, ma fatico a inquadrarli come assassini. C’è poi sempre il mistero dei cosiddetti mandanti, vale a dire gli ipotetici collezionisti di feticci delle ragazze uccise che, appunto materialmente avrebbero commissionato la strage dei fidanzati appartati. All’inizio pensavo che il serial killer potesse aver agito da solo, ora però tendo all’ipotesi di più persone coinvolte.
Il regista Gianpaolo Saccomano, nel suo film “Nero Fiorentino” rilancia la tesi, indiziaria, di un possibile coinvolgimento dei servizi segreti, in questa drammatica, e per certi aspetti ancora misteriosa, sanguinosa tragedia toscana…
Pure io non escludo questo scenario. Tesi tra le altre cose, seguita e lanciata anche da altre fonti investigative e giornalistiche.
Insomma, il Mostro di Firenze, a distanza di anni “sanguina” ancora…
Sì e fanno ancora male le morti assurde, inspiegabili e incredibili lasciate dall’assassino o dagli assassini seriali. Tante cose non tornano, altre suonano sinistre e male, come il primo assurdo doppio omicidio del Mostro, quello della coppia trucidata, col figlio della donna, appartata con l’amante, che dormiva sul sedile posteriore della vettura.
Indagini che magari andavano inquadrate diversamente, certi aspetti che probabilmente meritavano più approfondimenti, piste mai prese in considerazione, ipotetici e presunti depistaggi. Questi scenari, riscontrabili in passato nel caso del Mostro di Firenze, oggi li ritroviamo in altri casi, tipo, solo per fare un paragone, l’omicidio della povera Chiara Poggi a Garlasco…
Purtroppo la storia sembra ripetersi. Speriamo però di arrivare un giorno alla verità. E mi riferisco al serial killer delle coppie, al caso di Garlasco, ma pure alla strage di Erba.
stefano mauri





