Natale nella Città Giocattolo e la crudeltà delle luminarie umane

Natale nella Città Giocattolo e la crudeltà delle luminarie umane

La sindachessa scendeva imprecando le scale a chiocciola del municipio della Città Giocattolo. Trascinava per mano quasi di peso il Giovane Giovane che piangeva a dirotto: “ahi, ahi, ma queste luci scottano addosso. E poi questo lampeggiare mi fa girare la testa”, “stai zitto e cammina”, l’aveva rimbrottato la sindachessa, 2la città si lamenta che non ci sono le luminarie. Quale migliore occasione per metterci in mostra che illuminare le vie del centro vestiti da festoni natalizi? Nessuno escluso”.

La brillante (ed illuminata), in tutti i sensi, idea della sindachessa era semplice. Ognuno recuperi le vecchie lucette dell’albero di natale se le avvolga addosso ed esca per la città. Sarà un segno spiritoso. Si c’è la crisi, si abbiamo messo delle luminarie azzurre psichedeliche che fanno cagare, ma almeno siamo spiritosi. In quel momento nell’atrio del comune fece irruzione il Largo, vestito da Babbo Natale seguito dal Lungo, vestito da renna. “Anche noi vogliamo partecipare a questa iniziativa che avvicina la gente agli amministratori. Per una volta saremo buoni”.

In quel momento era entrato dalla porta principale il Bel René, tutto aveva rallentato e tutti si erano voltati verso di lui, aveva sentenziato: “È tutto sedimentato sotto il chiacchiericcio e il rumore, il silenzio e il sentimento, l’emozione e la paura… Gli sparuti incostanti sprazzi di bellezza. E poi lo squallore disgraziato e l’uomo miserabile”, poi era scomparso nel nulla e la vita era tornata a scorrere normale.

Il Dottore, con una maglietta verde sporca di sangue, era rientrato in quel momento dal suo turno in obitorio, “abbiamo fatto una autopsia che te lo raccomando CSI”, lo spirito Natalizio a lui non era ancora arrivato e amava presentarsi alle occasioni ufficiali in divisa da dottore, così come il Paramedico, che si presentò con in testa la sirena smontata dalla sua ambulanza. La compagnia si completò con il Giovane Vecchio che canticchiava ovviamente canzoni a tema, “C’è la luna sui tetti e c’è la notte per strada le ragazze ritornano in tram ci scommetto che nevica, tra due giorni Natale ci scommetto dal freddo che fa”.

“Ma se ci sono 14 gradi e piove”, la Sindachessa che lo sopportava sempre meno lo aveva fulminato con lo sguardo. In quel mentre Boldi e De Sica erano arrivati trascinandosi un carretto di incartamenti, “questi sono i voti del meetup sul Natale fatto dai CriCri. Adesso spogliamo i risultati e poi come avranno deciso gli utenti ci vestiremo”. Finirono di conteggiare le scede alle 3 del mattino del 27, ben dopo cene e cenoni.

Mirko Treviglio

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