E’ arrivata via paginone uscito per due giorni sul quotidiano La Provincia la risposta alla nostra proposta di provare a riportare la Treccia d’Oro, dolce amatissimo dai cremaschi (e non solo, giusto una manciata di sere fa l’ha citata di nuovo Gerry Scotti in tv), sulle tavole dei cremaschi. La storia la potete trovare QUI, ma riassumiamo brevemente. Dopo la chiusura della storica pasticceria di Piazza Garibaldi detentrice della ricetta del dolce cremasco non è più possibile reperire il dolce originale.
La proposta di interpellare gli eredi della ricetta di Vittorio Maccalli, i figli Gianpietro e Filippo, abbiamo saputo era già stata raccolta dall’assessore al commercio Franco Bordo che aveva a lungo parlato con gli eredi per vedere se era possibile trovare una soluzione. Idee tante, ne avevamo buttate li anche noi. Abbiamo saputo che erano arrivate anche proposte di raccogliere l’eredità, ad esempio dalla sempre attiva Anna Maria Mariani e dal suo agriturismo Loghetto, sempre attivo nel campo della gastronomia locale (vedi l’apprezzatissima accademia del Tortello).
Sono arrivate in queste settimane anche un paio di trecce. Quelle prodotte dal panificio Spreafico e dalla pasticceria Grello, ovviamente non fatte con la ricetta originale e neppure ovviamente con il fregio del nome originale. Insomma un bel movimento di amore attorno alla pasticceria cremasca, alla famiglia Maccalli e al dolce Treccia d’oro. Un movimento che ha portato i due figli di Vittorio Gianpietro e Filippo, come detto, a pubblicare un sentito ricordo del padre e una lettera di auguri sul quotidiano La Provincia. Ma la lettera chiude anche ogni speranza all’idea in qualche modo di riportare il dolce originale sulle tavole dei cremaschi.
Legittimamente lo scritto ci dice che il dolce è patrimonio della città ma che la ricetta non è mai stata ceduta e mai sarà ceduta ad altri per la produzione. Ripetiamo, legittimo e comprensibile essere orgogliosi e gelosi di una ricetta e di un prodotto tanto prestigioso ed amato. Ma è un peccato che in qualche modo non si sia trovato qualcuno a cui cedere (magari anche solo momentaneamente) lo scettro per la produzione del dolce. Ce ne faremo una ragione.
emanuele mandelli





