No moschea, oltre 1500 firme in 3 giorni per la petizione del club Forza Silvio

No moschea, oltre 1500 firme in 3 giorni per la petizione del club Forza Silvio

Scrivilo pure che l’ho detto, ai cremaschi scappa la firma”, la battuta di Gianmario Donida, presidente del club Forza Silvio di Crema dice tutto. Tre giorni in via Mazzini, oltre 1500 firme per dire no alla moschea, raccolta firme lanciata settimana scorsa. Uno sproposito, se si pensa che la petizione della Lega Nord di qualche mese fa era arrivata ad 800 firme in qualche settimana ed erano sembrate già tante. “e sono solo le firme al nostro banchetto. Ma in giro abbiamo decine di moduli e volontari”.

Li abbiamo osservati in questi tre giorni. Il banchetto è stato, e mai formula logora giornalistica e abusata, preso d’assalto. Carta di identità alla mano, tutti in fila per firmare. Li abbiamo osservati. Non potevano essere tutti elettori di Forza Italia, o della Lega, o del centro destra in generale. Giovani, mezza età, anziani, donne e uomini. Perché in tanti hanno risposto a questo appello? Non può essere che Crema sia diventata di botto una città intollerante. E soprattutto questa raccolta firme è da incoscienti e intolleranti o la struttura che la sostiene dice anche altro?

Un segnale forte all’amministrazione. “Se riusciamo saremo in piazza durante le bancarelle di Santa Lucia”, prosegue Donida, “e durante le altre iniziative natalizie”. E il rischio valanga è li, dietro l’angolo. Non hanno un termine, forse non sanno neppure cosa farne alla fine di tutte ste firme, visto che tutto il centrosinistra cittadino va ripetendo che tanto la Costituzione è una linea gotica invalicabile.

Si ma quanti polsi tremano a palazzo. Qui i nervi sono scoperti, lo sappiamo. Ogni firma è un voto? Forse si, forse no. I firmatari non sono tutti di Crema, possono firmare anche i cremaschi in generale. Ergo, per giocare con i numeri, 130 mila il bacino di abitanti del cremasco, contro 33 mila circa gli abitanti della città.

Tutto vero, tutto sacrosanto. Ma questo segnale è un bengala che deflagra nella notte. Illumina la situazione che forse fino ad ora non era chiara. La città non è pronta per la moschea, la città non vuole scelte calate dall’alto, la città vorrebbe almeno discuterne nei luoghi che competono la discussione.

Il Consiglio Comunale aperto. Uno degli esponenti di spicco del centro sinistra cittadino, l’onorevole Franco Bordo, ha detto che la presa di posizione del presidente del consiglio comunale Vincenzo Cappelli, cioè no secco, non va mica bene. Una crepa? Forse.

Intanto questi qua sorriso e biro alla mano fanno come dei rulli compressori. Aggiorneremo la contabilità e staremo a vedere.

em

 

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