Obama e il Salva, Zucchi può vincere, l’AustroUngarico e il Bergamaschi propositivo

Obama e il Salva, Zucchi può vincere, l’AustroUngarico e il Bergamaschi propositivo

Nei giorni scorsi quindi, Barack Obama, durante il suo soggiorno milanese, tra le altre cose ha assaggiato il Salva Cremasco (formaggio che secondo l’appassionato cuoco ricercatore Antonio Bonetti può dare dipendenza) servito (news questa subito postata sulla sua pagina facebook dall’assessore Fabio Bergamaschi) con crostini a le leggendarie, intriganti tighe. Bel colpo questo per il Made in Crema: non capita infatti tutti i giorni che un ex presidente degli Stati Uniti assaggi un tipico piatto del Granducato del Tortello preparato, per giunta, a regola d’arte. Non sono magari d’autore come la portata servita ad Obama, ma, i recenti sondaggi (sistema o studio che dir si voglia, secondo il sottoscritto da non prendere troppo sul serio) che indicano Chicco Zucchi e il centrodestra in ripresa sul centrosinistra e Stefania Bonaldi vanno valutati con autoriale estrema attenzione. Sì perché Zucchi ha tutte le carte in regola per vincere. E può affermarsi grazie (pure) ai seguenti fattori:

  • il flop politico del Governo Renzi, un Pd sempre più vacuo e il seguente effetto flop traino nei confronti del tour elettorale nostrano.
  • L’aria che cambia e il vento frizzante ben interpretato da Zucchi.
  • Il quinquennio Bonaldiano visto, a torto o a ragione da molti cremaschi, compreso Gianni Risari, come un periodo tutto sommato non eccezionale e con una giunta forse un pochino lontana dalla piazza e dalla gente.
  • La stessa ricandidatura della Bonaldi, in un certo senso persino tuttavia doverosa, ma … che quantomeno avrebbe meritato valutazioni maggiori.

Chi candidare, nel caso, al posto di Stefania Bonaldi (tenendo la sua candidatura in caldo per le prossime politiche e candidando Matteo Piloni alle regionali?) in queste amministrative 2017, appuntamento oggi, per questo Pd (e coalizione) tutt’altro che scontato?

Ecco il nome giusto magari poteva probabilmente rivelarsi proprio quello del buon, poc’anzi menzionato, Fabio Bergamaschi, elemento propositivo, attivo, innovativo, sul pezzo, bravo e bello della giunta Bonaldi; colui il quale, tra le altre cose vorrebbe, nell’ottica della sua riqualificazione, eleggere l’area del Mercato AustroUngarico a … vetrina del lusso, o meglio delle Eccellenze Made in Crema, Salva (chissà se ad Obama sarà piaciuto) compreso. Già… detto che Zucchi ha tutto (sta lavorando bene) per vincere, specificato come la Bonaldi possa ancora dire la sua in campagna elettorale (a patto che il suo entourage metta da parte i sondaggi e dia una bella scossa all’ambiente), beh… ma siamo davvero sicuri che l’unico nome giusto su cui puntare sia veramente stato quello di Stefania Bonaldi? Lo scopriremo votando a giugno. A proposito. L’idea di restituire l’AustroUngarico a Crema è lodevole, accattivante il progetto del cosiddetto polo del lusso, con vetrina da quelle parti, ma forse, per approfondire meglio il tutto, una telefonata a Beppe Riboli e a Marco Ermentini (non si dimentichi che loro, tempo fa avevano già fatto uno studio per recuperare l’opera annessa al teatro San Domenico), in tal senso, solo per vedere l’effetto che fa, mah… non guasterebbe. No?

Stefano Mauri

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