Il cremasco Claudio Recenti è arriva al Lido di Venezia, come ha scritto il Corriere della Sera, spinto dal ronzio della sua carrozzina elettrica. Ventitré anni, studente alla Iulm, l’atrofia muscolare dalla nascita lo accompagna come un’ombra. Non può muovere le mani, per scrivere detta ogni parola. Ma chi lo vede tra le sale della Mostra del Cinema non coglie il limite: vede un ragazzo appassionato che si muove come un reporter, che osserva, domanda, racconta. L’attore George Clooney lo ha omaggiato: ammirato, commosso e partecipe, alla grande, come merita. Per Claudio il cinema non è un passatempo ma libertà. Il suo film del cuore è I sogni segreti di Walter Mitty. La storia di un uomo che la pianta di rifugiarsi dentro casa e sceglie di uscire e vivere davvero. Smettere di immaginare che il mondo sia pieno di ostacoli, guardare oltre i muri, avvicinarsi, trovarsi l’un l’altro: questo è lo scopo. Claudio l’ha fatto suo. Ogni giorno, nel corpo che fatica, cerca la spinta per uscire dalla comfort zone. Al Festival sembra farlo senza sforzo: sorride, detta appunti, prepara domande come se stesse scrivendo la sceneggiatura della sua vita.
Per dieci giorni resisterà così: tra proiezioni, incontri, dirette. Fa parte del format «Finestra sul Lido», il progetto Iulm dove una trentina di studenti, presenti al Lido a turno, trasmettono ogni sera in collegamento con gli studi di Milano per la piattaforma di streaming Iulm Play. Claudio, forse, è il volto più riconoscibile: red carpet alle spalle, telecamera davanti, un microfono che gli tengono i compagni mentre lui detta le domande. È cinema nel cinema: inquadrature che mostrano la sua carrozzina e insieme il suo sguardo lucido, acceso. Al suo fianco una piccola «troupe» personale che l’aiuta: tre assistenti che sono soprattutto amici, un ex educatore, uno psicologo e un caregiver professionista. A turno arrivano anche mamma e papà. Con loro divide il ritmo serrato delle giornate: corse da una sala all’altra, attese prima delle prime, rientri stanchi di notte. «Il sogno è scrivere sceneggiature, dirigere in regia», dice. Per ora raccoglie immagini, battute, volti: materia viva per un futuro film.
stefano mauri





