Paolo Pissavini, ex sbirro e scrittore: “Bisogna distinguere tra sicurezza e percezione di essa. Crema è bella e vivibile”

Paolo Pissavini, ex sbirro e scrittore: “Bisogna distinguere tra sicurezza e percezione di essa. Crema è bella e vivibile”

Direttore generale di quella che ormai è la terza società calcistica: dopo Pergolettese e Crema, cittadina, vale a dire la Polisportiva Castelnuovo, ex carabiniere (ed ex componente del nucleo di polizia giudiziaria di Crema) e scrittore, Paolo Pissavini, persona impegnata ha deciso di mettersi in gioco, candidandosi a consigliere comunale, nella lista civica “Crema bene comune”, a sostegno del candidato sindaco Fabio Bergamaschi. Quotidianamente sul pezzo, Pissavini è esperto in materie quali sicurezza e sport, ed è pronto a mettere a disposizione le sue esperienze.

Quindi a questo giro balli pure tu?

Sì e mi ha fatto piacere ricevere, tempo fa, la telefonata di Bergamaschi per chiedere la mia disponibilità a candidarmi. Da ex sbirro e da volontario nella gestione di un club calcistico ho qualcosina da dire da informato sui fatti.

Ma la capitale del Granducato del Tortello è una città sicura o no?

Viviamo in una bella realtà tranquilla a misura d’uomo e donna con tanti servizi a disposizione, occorre mantenere questa dimensione. Due i fattori da distinguere e lo dico da tempo: la sicurezza intesa come tale e la sua percezione. Ampliando il discorso, nel primo caso possiamo considerarci, noi cremaschi, tranquilli. Generalizzando il discorso a tutta Italia, per quanto riguarda la percezione, beh spesso e volentieri è utilizzata dalle diverse fazioni politiche per così dire a uso e consumo. Anni fa, durante gli anni di piombo, facevo il carabiniere a Torino: tempi difficili tra rapine, rapimenti, morti e terrorismo dilagante, eppure i torinesi vivevano relativamente tranquillamente la loro vita quotidiana, anche perché senza social e privi di amplificazione politica secondo fisiologica propaganda, la percezione di pericolo, nonostante i tempacci, era bassa. Capito il concetto? Crema tutto sommato è bella e vivibilissima: viviamola serenamente.

I vostri tesserati del Castelnuovo riescono ad allenarsi tutti in città?  

Problema grosso e datato: servono le strutture calcistiche sulle rive cittadine cremasche del fiume Serio, questo è poco, ma sicuro. Come Castelnuovo, tra mille sacrifici ci dividiamo su vari paesi e realtà limitrofe, ma è un casino. Ci sono tante società di calcio in città, accontentare tutti è difficile, ma qualcosa dovremo fare. E qualche idea la metterò in pista.

Stai scrivendo un nuovo libro: l’atteso seguito di “Centrale Zero” dedicato ai tuoi anni da sbirro?

Per il momento con la scrittura sono in alto mare…

Sbaglio o calcisticamente parlando siete gemellati con la Cremonese? 

A livello di settore giovanile collaboriamo col vivaio grigiorosso. E’ una serena, inclusiva collaborazione e sì, con Cremona ci troviamo bene.

Tu che ci hai lavorato a lungo: che futuro dovrebbe aere l’ex tribunale?

Edificio grosso, complesso, da sistemare qualsiasi strada prenderà in futuro. Arriveranno, dall’Europa, euro da investire in progetti densi e fondamentali. I margini per discutere in merito al futuro della struttura ci sono, l’importante è che si riveli una vera utilità, un valore aggiunto: sanitario o polivalente, per Crema e il Cremasco.

stefano mauri

 

 

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