Pellegrinaggio diocesano, 94 cremaschi ad Assisi, il racconto… di uno di loro

Pellegrinaggio diocesano, 94 cremaschi ad Assisi, il racconto… di uno di loro

8 maggio

Si parte! Risveglio anche prima del consueto, meta…Assisi – Spello, sulle orme di San Francesco e Santa Chiara. Siamo in 94 – 3 auto e un pullman gran turismo – ad aver aderito al Pellegrinaggio proposto dai Frati Cappuccini dei Sabbioni; tre giorni che Fra Giuseppe ha già affidato al Signore e alla Madonna…

Bell’Italia: il Lago Trasimeno prima, … ora il Monte Subasio, la Basilica di San Francesco, la Porziuncola (Santa Maria degli Angeli), il Santuario di Rivotorto … Arrivati… Pranzetto in Hotel, e via… Pronti per il primo, intenso pomeriggio: visita alla Chiesa di San Damiano ad Assisi, incontro con le Clarisse di San Quirico, poi S. Messa alla Porziuncola…

Il panorama che Ti si staglia dinnanzi quando sali verso Assisi è spettacolare, forse unico. Le architetture grondanti di Storia, ma anche il paesaggio, lo scenario naturalistico, gli appezzamenti accuratamente coltivati, gli uliveti che si distendono ordinatissimi…Ti riconciliano con il mondo, Ti infondono una pace che diventa interiore. Prima tappa, la Chiesa di San Damiano: cadente ai tempi di Francesco, fu da Lui restaurata, nel 1206, accogliendo un invito del crocifisso: “Va’ Francesco, ripara la mia Chiesa che, come vedi, è in rovina”:…vien quasi naturale il raffronto, un po’ impertinente, con la Chiesa contemporanea, affidata a un altro…Francesco, impegnato a “ripararla”.

Poi tale luogo sarebbe divenuto l’abitazione di Chiara e delle Povere Dame di San Damiano (Le Clarisse), dal 1211 al 1260. Qui Francesco tornò un anno prima di morire e compose il ‘Cantico delle Creature’, fra i testi più antichi della letteratura italiana. Non solo la Chiesa: il Coretto di Santa Chiara, l’Oratorio, il dormitorio, il chiostro, il refettorio…

A seguire l’incontro, presso il Monastero di clausura di San Quirico, con le Clarisse e la testimonianza di una di Loro, capace di trasmettere tanta serenità e una sorprendente…normalità: non Le è stata risparmiata alcuna domanda, persino se le Suore navigassero in Internet… . Breve puntatina a Santa Maria Maggiore, l’antica Cattedrale di Assisi, che sorge sui resti di una costruzione romana.

Adiacente la Chiesa,…il Vescovato dove, in presenza del Vescovo Guido, il giovane Francesco rinunciò alle ricchezze e restituì al padre, Pietro di Bernardone, perfino le vesti che indossava. Infine, visita e Santa Messa alla Porziuncola (in Santa Maria degli Angeli), concelebrata dai nostri Cappuccini, Fra Giuseppe e Aligi.

Qui Francesco è vissuto ed è morto. La Cappella, di antica costruzione, fu anch’essa restaurata da Francesco. Egli vi fondò, nel 1209, l’Ordine dei Frati Minori. Sempre qui Chiara, nel 1211, ricevette, dal Santo, l’abito religioso, dando vita all’Ordine delle Clarisse. Ed è questo il luogo in cui è possibile ottenere l’indulgenza del Perdono di Assisi, approvata da Papa Onorio III. Siamo, insomma, nel cuore del francescanesimo. E domani…sveglia alle 6.45!

 9 maggio

Lodi del mattino e…di nuovo in viaggio, verso l’Eremo delle Carceri, dove celebreremo la S. Messa. Nel pomeriggio, visita a Spello; in serata, veglia alla Porziuncola. Panorama sempre suggestivo: il Santuario di Rivotorto e, procedendo, sulla destra, Assisi, adagiata alle pendici del monte Subasio… Come d’incanto, il contesto dirada ogni apprensione, angustia e Ti cala in un’atmosfera…contemplativa, che solleva lo spirito, complici un cielo azzurro, punteggiato da poche ‘pecorelle’, e un sole…intenso…

Bella mattinata nella solitudine del Monte Subasio, a 800 metri di altezza, immersi nel verde foltissimo di un bosco di lecci, all’Eremo delle Carceri, il cui nome è legato alla stretta ‘segregazione dal mondo’ vissuta dai primi eremiti che lo abitarono. Qui Francesco si ritirava frequentemente a pregare Dio. Sull’antico Eremo, San Bernardino da Siena (sec. XV) fece costruire un piccolo convento: chiostro, refettorio, dormitorio, con minuscole celle in stile francescano. La Chiesa, l’altare, un minuscolo Coro.

Da essa si accede all’antico Oratorio di S. Maria e al coro di San Bernardino. Sotto la Chiesa, si scende alla Grotta di San Francesco, con la pietra che Gli serviva da letto. Da qui, si esce all’aperto, verso il bosco: s’incontra l’antichissimo albero su cui gli uccelli si radunavano per ricevere la benedizione del Santo. Sparse nella selva, le Grotte dei Suoi compagni. Incrociamo il sentiero di Fra Leone. Ascoltiamo la testimonianza di Fra Valerio, romano, un lavoro in RAI, lascia tutto e diviene francescano, a 44 anni.

Poi, nel bosco, la S. Messa. Fra Giuseppe definisce molto bene il significato della preghiera: …fermarsi davanti a Dio per non banalizzare la vita. Ascoltiamo Cristina Rabbaglio, dirigente scolastico a Crema, recentemente consacrata, appartenente all’Ordo Virginum: continua la Sua attività professionale ma vi unisce il servizio alla Chiesa diocesana, in stretto legame con il Vescovo. Un’esperienza davvero significativa: il silenzio esteriore che diviene silenzio interiore,…condizione essenziale per ascoltare la voce…di Dio: e…ubi Deus…ibi Pax, dove c’è Dio…qui c’è la Pace…

Pranzo in Hotel e…pomeriggio a Spello, una chicca: partendo dalla parte meridionale (la zona del “Borgo”) e salendo fino alla Porta dell’Arce (il “Belvedere”), si respirano antiche presenze umbre, romane, medievali, rinascimentali. Le Porte, la cerchia muraria, le Torri, i vicoli stretti e fioriti, le case-torri, che utilizzano nelle murature la pietra calcarea rosa e bianca estratta dal vicino Monte Subasio…

La nostra meta è la Chiesa principale, Santa Maria Maggiore, nota già nell’XI sec.: un intervento seicentesco ne ha allungato il corpo originario e sostituito la facciata, conservando nel portale i fregi romanici. L’interno è un’autentica Galleria d’arte, a cominciare dalla Cappella Baglioni, affrescata dal Pinturicchio, nel 1502, il ‘pezzo forte’, che rivedo con grande piacere, a parecchi anni dalla mia unica, precedente visita a Spello. Vi sono rappresentate, in modo davvero preciso e minuzioso (il Pinturicchio nasce…orafo), tre scene: l’Annunciazione, la Natività e la Disputa di Gesù con i Dottori della Legge, mentre nelle vele della crociera compaiono le figure di quattro Sibille: una caratteristica singolare di questa Chiesa, l’accostare elementi cristiani e pagani.

A destra, l’auto ritratto del Pinturicchio. Sempre del Pinturicchio, una meravigliosa Madonna con Bambino e altri affreschi della Sua scuola. E ancora…due affreschi del Perugino, alle estremità del coro ligneo, il pavimento in maiolica cinquecentesco di Deruta, visibile presso la Cappella Baglioni. Usciamo e, imboccata la breve salita di Via Cappuccini, guadagniamo la parte più alta di Spello, denominata, non a caso, il “Belvedere”: grandi blocchi di pietra, appartenenti a edifici romani, documentano la storia millenaria del luogo.

Scendiamo e lasciamo Spello, direzione rientro…alla base, non senza una sosta a Rivotorto, presso l’omonimo Santuario, che rievoca il luogo in cui San Francesco riunì i Suoi primi compagni, dimorandovi per un breve periodo, prima di stabilirsi alla Porziuncola. L’interno è caratterizzatodal suggestivo Tugurio, che vuol ricordare l’antico rifugio francescano. All’esterno, il corso d’acqua che da il nome alla frazione e al Santuario, il Rivotorto. Accanto, una statua che raffigura Francesco mentre si prende cura di un lebbroso, opera che vide, per altro, impegnata anche Chiara. Tra poco, cena; poi, nuovamente alla Porziuncola…

Suggestiva veglia di preghiera alla Porziuncola, ancor più bella…illuminata, di sera: recita del Rosario in Santa Maria degli Angeli, successiva, poderosa processione in esterno, con tanto di candele, una Croce…importante…arrivata dalla Liguria, la statua dorata della Madonna… Un solo neo: il gelato promesso da Fra Giuseppe rimane un desiderio, è troppo tardi, bisogna rientrare. Che sia stato utilizzato come esca? Ora lo promette per la giornata di domani: dovrei crederGli?

10 Maggio

Verso la Basilica di San Francesco, dove celebreremo la S. Messa, alla Basilica superiore. Poi, mattinata in libertà, in giro per Assisi. Il cielo è terso, sereno come i volti delle mamme…; il sole già caldo, come il Loro amore… Auguri a tutte le mamme, con un pensiero speciale rivolto alla migliore del mondo, la mia…

Sulla via del ritorno, dopo esserci goduti pienamente Assisi, complice un’ eccezionale mattinata di sole. Si inizia con la S. Messa, concelebrata dai nostri Cappuccini fra Giuseppe e fra Aligi, presso la Basilica…superiore di San Francesco: …non è un buon cristiano chi non porti frutti, gesti di amore, destinati a rimanere; questo il cuore dell’omelia, almeno a mio giudizio. Il contesto è quello di uno dei più splendidi complessi che l’arte italiana abbia realizzato, arricchito da affreschi delle maggiori scuole pittoriche del ‘200 e del ‘300. Si tratta di una duplice Basilica sovrapposta a una cripta. La inferiore si compone di una navata centrale fiancheggiata da numerose cappelle.

Gli affreschi sono di Giotto, Simone Martini, Dono Doni, Pietro Lorenzetti. Nel braccio destro del transetto è collocato il ritratto’ di San Francesco, ovvero la Sua più famosa e fedele raffigurazione, opera di Cimabue. Prima della Messa, ammiriamo appunto la Basilica inferiore, uno sguardo ad alcune preziose reliquie del Santo e, soprattutto, la visita alla Tomba di Francesco, ai quattro lati della quale sono custoditi i resti dei Suoi più fedeli compagni: Leone, Ruffino, Angelo, Masseo.

È possibile non solo lasciare intenzioni di preghiera ma anche ottenere la celebrazione di S. Messe in suffragio dei propri cari: è la Festa della mamma e Federica, unitamente a Gino, ne riceve una in ‘dono’ . Nella superiore, di Cimabue i vari cicli del transetto; di Giotto, nella navata, il grande ciclo di 28 affreschi raffiguranti la vita del Santo di Assisi. Anche in esterno, lo spettacolo è maestoso, come mirabile è il connubio tra architetture e scenari naturalistici. Passeggiando per Assisi, oltrepassata la Piazza del Comune un po’ sottosopra – non so se per il transito ieri di Beppe Grillo o per la Festa delle Calendimaggio -, raggiungo la Chiesa Nuova, edificata nel 1615 sul luogo occupato dalla casa paterna di Francesco, della quale si conservano i resti: le porte d’ingresso al negozio, il fondaco in cui il padre custodiva le merci, la prigione in cui Francesco fu da Lui rinchiuso.

Qui il Santo nacque e trascorse i primi 24 anni della Sua vita, fino alla conversione. Ultima tappa, almeno per me, la Basilica di Santa Chiara: in essa, il luogo più…prezioso è l’Oratorio del Crocifisso, in cui è custodito il Cristo che, nel 1206, nella Chiesetta di San Damiano, parlò al giovane Francesco, originandone la conversione. Dalle scale, si accede alla Cripta che conserva alcune preziose reliquie di Chiara e Francesco ma, soprattutto, le spoglie mortali di Santa Chiara. È tardi, mi perdo…S. Rufino, per altro Patrono di Assisi: è la Cattedrale, la Chiesa in cui Francesco fu battezzato. Tuttavia, Fra Giuseppe, sugli orari, è inflessibile: se non arrivi in tempo al parcheggio – dedicato a Giovanni Paolo II – … torni in Albergo con il taxi. A San Rufino ci andrò la prossima volta: perché una cosa è certa, ci tornerò, l’esperienza è stata assolutamente arricchente e benefica…

In autobus, fra Giuseppe annota: “tornare ad Assisi a me fa bene; e si sa che le cose belle non vanno tenute per sé ma condivise”, parole che ben esprimono il senso di una bella proposta, che sono lieto di aver accolto.

 

Antonio Agazzi

(Visited 32 times, 4 visits today)