Piazza Garibaldi sta diventando un far west di fazioni contrapposte?

Piazza Garibaldi sta diventando un far west di fazioni contrapposte?

Ma la Città Giocattolo è una città sicura? Sulla contrapposizione tra sicurezza e insicurezza si sta giocando una campagna elettorale neverending. Ma quello che è successo sabato scorso, e alcune altre considerazioni che vorremmo andare a fare, cambiano un po’ le carte in tavola.

Iniziamo con la vicenda di cronaca. Un Nord Africano di 44 anni entra in un bar di piazza Garibaldi, ubriaco chiede da bere alla barista, questa rifiuta, lui gli tira uno schiaffo e gli altri avventori del bar non la prendono bene. Per citare gli Skiantos, lo rullano di cartoni, ergo prende un fracco di botte. Lui, sembra, da poi in escandescenza fuori da solo. La polizia lo raccoglie sanguinante e lo porta al Pronto Soccorso.

Si dirà eh va beh capita. Il giorno dopo gira la notizia che piazza Garibaldi sarà presidiata con costanza dalle forze dell’ordine locali, quantomeno di sera. Qualcuno, il solito Agazzi sul piede di guerra da mesi (per non dire anni) scrive: ecco finalmente conclamato l’allarme sicurezza.

C’è da dire che nelle ultime settimane anche i più strenui difensori del: ma no è solo una percezione va tutto bene, erano diventati voci flebili nel mare magnum della tribuna sociale 24/7 di Facebook. Insomma in piazza Garibaldi si prendono a legnate una sera su due, se non peggio. Difficile dire che si tratta di casi isolati.

Sempre il solito Agazzi completa la sua considerazione dicendo, questo ha rischiato il linciaggio, la gente non ne può più. Esagera? Probabilmente no. C’è una frangia di cremaschi che vive e frequenta la città che è figlia degli anni ’80 della Città Giocattolo. Anni piuttosto duretti. Gente che si è fatta le ossa negli anni duri e che adesso, con un età a cavallo della cinquantina, continua a frequentare la città notturna. Questi qui non sono certo persone che le mandano a dire.

Come non le mandano a dire altre frange della vita notturna cittadina. Quelli che gradirebbero starsene tranquilli, spesso anche stranieri di etnie che a Crema ci sono da decenni e si sono inserite bene e senza problemi. Ad esempio a Borgo San Pietro c’è una buona presenza di albanesi (c’è anche un bar gestito).

In piazza Garibaldi per finire, il mutamento di alcune condizioni nella gestione dei locali della zona sta per portare un considerevole aumento della presenza di cremaschi giovani e giovanissimi (la cosa ve la racconteremo per bene prossimamente). Un quarto incomodo che va ad inserirsi tra la forte presenza di Nord Africani (tre i kebabbari presenti) e quella di cremaschi figli degli anni ’80 che iniziano ad essere piuttosto incazzosi (tre i bar a prevalenza indigena) e gli altri citati.

In più c’è la situazione della vicina Corte degli Archi. Lo stato in cui il luogo viene lasciato la domenica mattina è stato spesso denunciato dagli abitanti e per finire la zona Giardini. La primavera sta per arrivare e con lei la riattivazione del ciringuito. La zona citata, che è la vecchia zona della Movida cremasca, ha subito nel corso degli anni un profondo mutamento, che questi fatti rendono evidente.

Sapere che ci sarà un presidio permanente da una parte fa piacere dall’altra apre a considerazioni sgradevoli. Piazza Garibaldi come piazza Ferrara a Milano? Ergo la Città Giocattolo sta diventando un giocattolo rotto? Ergo questa analisi della tensione è una esagerazione nostra o i fatti che stanno accadendo la avallano?

Bruno Mattei

 

 

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