Il Comune di Crema ha presentato oggi il progetto “Crema 30 – I primi passi”, che segna l’avvio di un cambiamento strutturale nella mobilità cittadina, attive entro il mese di ottobre. L’iniziativa, fortemente voluta dall’Amministrazione ed esito anche di una deliberazione consiliare di giugno 2025, introduce e amplia le Zone 30 in 15 aree urbane, dal centro storico ai quartieri residenziali, coprendo complessivamente 1,92 km², pari al 22% del territorio urbano.
Le Zone 30 sono aree urbane in cui il limite massimo di velocità per tutti i veicoli è fissato a 30 km/h. Si tratta di una misura progressivamente adottata in molte città europee e italiane – tra cui Bologna e, più recentemente, Roma – per aumentare la sicurezza stradale, ridurre l’inquinamento e promuovere una mobilità più sostenibile.
L’obiettivo è duplice: diminuire drasticamente il rischio di incidenti gravi, soprattutto quelli che coinvolgono pedoni e ciclisti, e migliorare la qualità della vita nei quartieri, grazie a una significativa riduzione del rumore e delle emissioni nocive.
L’introduzione delle Zone 30 a Crema non rappresenta solo una misura tecnica, ma un vero e proprio atto politico che risponde a una precisa visione di città. “Con le Zone 30 – ha affermato il Sindaco Fabio Bergamaschi – non ci limitiamo a regolare la velocità delle auto, ma ridisegniamo il modo in cui viviamo i nostri spazi urbani. È una scelta che mette al centro le persone: i bambini che vanno a scuola, gli anziani che attraversano la strada, i ciclisti che si muovono in sicurezza. È una politica che investe sulla sicurezza, sulla salute e sull’ambiente, che parte dell’istituzione delle zone 30 e dalla realizzazione della relativa segnaletica, ma che andrà alimentata nei prossimi anni anche con una trasformazione concreta di alcune vie e piazze, attraverso un nuovo arredo e diverse soluzioni progettuali”.
Anche l’Assessore alla Mobilità, Franco Bordo, ha sottolineato la portata strategica del provvedimento: “Le Zone 30 sono il primo tassello di una politica di mobilità urbana nuova, che vuole incentivare spostamenti sostenibili e restituire ai quartieri vivibilità e socialità. Non intendiamo penalizzare chi utilizza l’auto, ma riequilibrare gli spazi: la città non appartiene solo alle automobili, ma a tutti coloro che la vivono. Questa misura ha una forte valenza culturale e sociale: cambiare la mobilità significa cambiare la qualità della vita. È una sfida che richiede consapevolezza, coraggio e partecipazione da parte di tutti”.





