Prima Persona, dedicatemi una via bastardi (Bruno Mattei return)

Prima Persona, dedicatemi una via bastardi (Bruno Mattei return)

Dedicatemi una via, bastardi. Perché nella Città Giocattolo non può esservi una via Bruno Mattei da Roma, regista 1931 – 2007. Torno a scrivere con questa sana provocazione. Ero sparito, una brutta storia con un potente locale che forse un giorno racconterò. Non mi sono fatto vedere neppure alla presentazione del mio libro, Dell’America non si butta niente. Torno a scrivere nella maniera più anticonvenzionale possibile. Lo spazio, non so con che cadenza mai stato un preciso, si intitolerà Prima Persona. Si perché da giornalista del cazzo che sono scriverò in prima persona.

Dunque vogliono dedicare i giardini a De André, o forse a Feiez. Non c’è nulla di più facinoroso che l’intitolazione di luoghi per accendere le faziosità da stadio. Si sente da una settimana su Facebook il tintinnare delle ideologie, anarchico di qua, fascista di la, comunista su, drogato giù. Detto che i giardini già nascondono un corso monsignor Romero, su la mano chi sa senza guardare Wikipedia chi diavolo era Oscar Romero, ammazzato a fucilate il 24 marzo del 1980 a San Salvador per il suo impegno antifascista. Detto questo potrebbe starci di dare un nome a quelli che i cremaschi chiamano i giardinetti. Magari non De André. Nulla contro Faber. Ma che ci azzecca con Crema? Va beh che c’è gente che sogna piazza Frank Zappa ai Sabbioni. Ma questa è un’altra storia.

E allora cazzo perché non dedicare una via al mio omonimo scomparso regista romano? Uno che dal 1979 al 2007 ha girato la bellezza di 56 film senza mai avere uno straccio di soldo in tasca. Iniziando con le sequenze hard di 99 donne dello zio Jess Franco e inanellando capolavori quali: KZ9 – Lager di Sterminio, La vera storia della monaca di Monza, Virus, Violenza in un carcere femminile, Rats – Notte di terrore, Zombi 3, Terminator 2 (prima di quello ufficiale), Nella terra dei cannibali, Zombi: La creazione. Avete qualcosa contro il cinema di genere? Che ha fatto di meno di Fabrizio De André? Solamente perché qualche spocchioso regista di serie A lo chiamava cialtrone non meriterebbe una via? E poi sentite come suona bene: via Bruno Mattei.

Sarebbe più sensato che le tante vie totalmente ideologiche che infestano le nostre città. Scelte fatte solo per provocare la parte avversa. Scelte che spesso vengono ripudiate dall’amministrazione seguente costringendo i poveri cittadini a fare e rifare documenti che cambiano colore politico in base al vento. Da via Che Guevara a via Almirante nel giro di un lustro. Ma basta.

Bruno Mattei

(Visited 113 times, 22 visits today)