Prima Persona, l’allegra banda allo sbaraglio della stampa locale

Prima Persona, l’allegra banda allo sbaraglio della stampa locale

Sabato scorso a Crema è passato Moni Ovadia per sostenere la lista Tsipras. Un personaggio di rilievo nazionale per un sabato pomeriggio cremasco. Il giorno dopo sulla bacheca Facebook di Andrea Serena appariva un messaggio amaro e critico nei confronti della stampa locale.

serena ovadia

 

Il segretario cremasco di Rifondazione Comunista evidentemente pensa che ogni riga di quelle che appaiono sui giornali locali sia ponderata, dettata, controllata dall’alto, legata a qualche logica strana. Non sa quanto si sbaglia. I giornali locali sono delle macchine allo sbaraglio che cercano di tirare sera raccattando notizie. Il 90 per cento di quello che vi si legge sono comunicati copiati e incollati alla belle e meglio. Le forze in campo sono sempre più rosicate, frammentate, stanche, mal pagate, dilettanti allo sbaraglio. Se gli amici rifondaroli avessero mandato un comunicato con foto del loro evento ben scritto e confezionato il giorno dopo avrebbe campeggiato su tutti i giornali locali: cartacei e on-line.

Gli eventi che con le striminzite forze si riescono a seguire sono sempre meno e si punta a cose più istituzionali, ad esempio quel pomeriggio quasi tutta la stampa locale ha scelto l’inaugurazione della Sezione di Arte moderna del museo civico (tra parentesi ho visto il cronista del primo quotidiano fare le foto col cellulare, una volta ci sarebbe stato il fotografo, il cronista e magari anche il caposervizio).

Nella Città Giocattolo attualmente ci sono un quotidiano, un quotidiano nazionale che dedica una pagina, due settimanali fa pagamento e uno free press, un mensile, tre portali quotidiani internet, una radio istituzionale, almeno 4 radio web, tre televisioni, blog e siti di base come il nostro. Credete davvero che tutti abbiano una redazione in stile film americano con i telefoni che suonano, gli informatori, le soffiate e il direttore che urla “fermate le rotative” perché è successo qualcosa di grave?

Avanti. Li conoscete tutti i giornalisti locali. Qualche, raro, professionista, e una banda di pubblicisti, secondolavoristi, appassionati, ragazzini volenterosi che però non sanno riconoscere il sindaco della città o il senatore.

Anche questo è declino, caro Antonio Grassi, che sei andato in pensione e hai fatto alare di una unità i professionisti a Crema.

Ma a tutti gli Andrea Serena che credono che questa o quella notizia sia boicottata dalla tal redazione dico: provate un giorno a guardare la mole di lavoro che fa uno dei poveri giornalisti locali, tra comunicati astrusi, conferenze stampa inutili ed ad orari assurdi, notizie che non esistono, eventi che si accavallano… e poi tirate le giuste conclusioni.

Bruno Mattei

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