Purchè perda la Bonaldi, la tristezza della teoria del bicchiere mezzo vuoto prende piede anche nella Città giocattolo

Purchè perda la Bonaldi, la tristezza della teoria del bicchiere mezzo vuoto prende piede anche nella Città giocattolo

La teoria del bicchiere, mezzo pieno e mezzo vuoto, in politica è troppe volte l’unica teoria che governa scelte e comportamenti.
In Francia si è appena completato il primo turno per le elezioni presidenziali e subito, chi non è stato un grado di presentare programmi e teorie vincenti per governare il paese, ha abbandonato la parte del bicchiere vuoto per unirsi a chi pur non rappresentando idee e programmi risultati perdenti, è in grado di raccogliere talmente tanti consensi “perdenti” da risultare vincente contro le uniche idee che hanno realmente raccolto favori tra la gente.

Questo in Francia, un paese che più volte è stato governato da un gruppo assortito di perdenti, non sta certo a me dire se poi hanno governato bene o male se da perdenti si sono trasformati in grandi statisti o se sono rimasti quel poco che erano.

Ma la situazione francese è la stessa che abbiamo in città?
Tutti contro la Bonaldi?
Tutto purché non vinca la Stefania?

Francamente mi sembra lo stesso paradosso francese.
Io ho definito più volte l’amministrazione Bonaldi come la peggiore degli ultimi decenni, ma mi sarebbe piaciuto vedere delle belle e condivisibili alternative, programmi seri, capacità di sintetizzare interventi e progetti per migliorare Crema e i Cremaschi.

Mi sarebbe piaciuto vedere gente che propone innovazione, che può essere in grado di attrarre in città abitanti e attività produttive, investimenti e progetti.
Mi sarebbe piaciuto vedere la Bonaldi arrancare davanti a dossier nei quali tutto era già pronto e previsto, mi sarebbe piaciuto vedere persone capaci di costruire, realizzare, proporre e prevedere.
Mi sarebbe piaciuto vedere una città che si risveglia da un torpore decennale, mi sarebbe piaciuto sentire parlare di vie di comunicazione, di innovazione industriale ed artigianale, di turismo, di qualità della vita e dell’aria migliore, di felicità e di capacità di passare dalla proposta alla realizzazione.

Si, mi sarebbe piaciuto!
Ma anche questa volta resterà un desiderio.
Una volta alla Rai si diceva “comunque vada, sarà un successo”, non ne sono poi così convinto.

Alberto Scotti

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