Luigi Dossena, appassionato ricercatore di storie, leggende, fatti, sussurri, aneddoti e curiosità legati a Crema e al Cremasco, racconta che…” il 13 aprile 1815 nasceva, in una piccola frazione di Crema uno dei più famosi strumentisti dell’800, Giovanni Vailati, che, fin dalla più tenera età, fu colpito dalla cecità. Per questo fu detto “l’Orbo di Crema”. Ma il musicista ebbe in seguito un soprannome più noto e importante: “Il Paganini del mandolino”, per la sua eccezionale bravura come virtuoso. Fu notato e preso a cuore da Pietro Bottesini, padre del grande Giovanni Bottesini, contrabbassista, e fu così aiutato nello studio della musica, divenendo un solista prodigioso. La sua carriera ebbe inizio nei caffè cremaschi, ma ben presto il nostro concittadino fu chiamato in tutta Italia e in Europa per suonare nei teatri più prestigiosi, ottenendo continui brillanti successi. La sua tecnica raffinatissima incantava tutti e gli conquistò l’amicizia, la stima e gli elogi di personaggi importanti, come insigni uomini di cultura, musicisti e regnanti. Dopo un’ultima serie di concerti, nel 1890, abbandonato da tutti, morì in miseria il 25 novembre, in via Alemanio Fino, al civico n. 11. Aveva 75 anni”. Ebbene, fino al 20 luglio, nell’ex Audotorium Cavalli, la “bomboniera artistica di Crema”, (luogo incredibile, un gioiello d’arte e cultura locale), curata dal professor Claudio De Micheli, in quella che è una mostra meravigliosa, tra quadri e strumenti d’epoca, in esposizione c’è pure il leggendario mandolino di Vailati. 

stefano mauri

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