Quanto erano avanti i ragazzi della Birroteca che non c’è più a maledizione ci manca tanto

Quanto erano avanti i ragazzi della Birroteca che non c’è più a maledizione ci manca tanto

Ghemon, Ensi, Cosmo, Rancore, Canova. Una bella line-up di un festival di spessore? No sono solo alcuni dei nomi noti, i primi trovati, che mi sono saltati agli occhi scorrendo i programmi della Birroteca rock della Festa dell’Unità centrale di Crema tra il 2014 e il 2017. Ah che bello, allora quest’anno magari c’è qualche nome di quelli che sto ascoltando ora. Ah no, la Birroteca ha finito la sua storia ultratrentennale ed è scomparsa dai radar della musica cremasca.

Era per me una tradizione massacrare i ragazzi alla guida della Birroteca. Che fossero gli Scremzini o l’ultima generazione di ragazzi, che adesso sono cresciuti a con alcuni di questi si sono strette belle amicizie. Però a priori devo dire che avevano ragione loro. Avevano intuito quello che stava succedendo nel paludato panorama della musica italiana portando a Crema artisti semisconosciuti che oggi sono venerati nel dorato mondo dualistico indie-rap che domina radio e classifiche del bel paese.

Mi spiace davvero di avere snobbato alcuni di questi nomi quando c’era l’opportunità di ascoltarli gratuitamente a due passi da casa per poi magari imbarcarmi in lunghi giri per ascoltarli. E’ nota anche la storia di Oroscopo di Calcutta scritta alla festa, lo dichiara lui in una intervista a Rolling Stones. Non so in che occasione il cantautore di Latina sia passato alla festa. Considerando che quest’anno mi sono sobbarcato in due giri, Padova e Mantova, per vederlo e che riempie le piazze che l’altro ieri riempivano i mostri sacri del rock mi va di riconoscere in questa estate cremasca il giusto merito a Riccardo, Valentina e tutti quei ragazzi che hanno mantenuto negli ultimi anni una tradizione a cui eravamo molto legati

All’inizio di questa settimana sono stato al festival di Cremona Acque Dotte per vedere i Jethro Tull. Festival da cui sono passati anche Franz Ferdinand e Negrita. Quest’anno il capoluogo in meno di un mese ha visto ben tre festival. Uno dedicato alla musica indie con nomi come Motta o Franco 126, uno un po’ metal e questo in centro. E la città mi è parsa tremendamente viva. Un sacco di locali e di cose in giro.

Crema, la nostra bella Crema, invece è un po’ smortina. Nulla di drammatico per carità. Ma a livello musicale quest’estate fatto salvo per l’ormai tradizionale Crema Jazz, che è davvero una bella manifestazione, e per una festa della birra, di cui parleremo meglio, che si tiene ad Ombrianello il prossimo weekend, e che come nome principale vede Andy dei Bluvertigo che fa un tributo a Bowie, bello eh, ma ecco…

Insomma nulla di trascendentale. E non vedo all’orizzonte cose che possano riportare a Crema anche solamente una piccola ventata di quello che a livello musicale si sta agitando in Italia. E’ un peccato. Intanto non ho più nessuno da criticare e mi tocca pure cospargermi il capo di cenere per le critiche passate. Che rifarei, era bello essere rompipalle.

Emanuele Mandelli

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