Racchetti – Da Vinci, la lettera dei docenti che dice no alloo spin-off della scuola

Racchetti – Da Vinci, la lettera dei docenti che dice no alloo spin-off della scuola

Il testo che segue è quello di una lettera che i docenti del Racchetti Da Vinci di Crema, nei giorni scorsi, hanno redatto e sottoscritto, in relazione al futuro scorporo degli indirizzi “Liceo delle Scienze Umane” e Liceo Economico Sociale, con sede nelle ex Magistrali di Largo Falcone e Borsellino, che  nell’anno scolastico 2018-19 potrebbero essere aggregati al Liceo Artistico Munari.

 

Lo scorso 31 ottobre, in modo del tutto inatteso, abbiamo scoperto dai quotidiani di Crema e provincia che  l’approvazione del Piano di dimensionamento scolastico per il 2018 – 2019 avrebbe garantito l’autonomia del Liceo Artistico Munari grazie allo scorporo del Liceo delle Scienze Umane e del Liceo Economico Sociale dall’IIS Racchetti da Vinci. Abbiamo altresì appreso che le operazioni di divisione, sottrazione e addizione garantivano due  numeri quasi equivalenti: 1100 alunni nel nuovo polo Artistico, Scienze Umane ed Economico Sociale e 1250 nel Racchetti da Vinci ridimensionato

Ci siamo interrogati sulle motivazioni di coloro che hanno deciso o hanno contribuito alla decisione e che paiono tutti molto soddisfatti: soddisfatto è il Presidente del Consiglio provinciale Viola il quale, stando a quanto riporta Il Nuovo Torazzo, ringrazia “gli Uffici e i Consiglieri provinciali per il lavoro svolto”; soddisfatti sono il Comitato provinciale consultivo e le Organizzazioni sindacali; soddisfatta è infine Forza Italia (che evidentemente ha potuto contare sull’appoggio o sul silenzio di tutti gli altri partiti): contenta è infatti la responsabile per “Scuola e Formazione”, contento il gruppo consiliare cittadino. Tale soddisfazione trova conferma nell’articolo pubblicato su Il nuovo Torrazzo  del 31 ottobre  secondo cui  la  soluzione che prevede di amputare due indirizzi di un Istituto scolastico per attaccarli a un altro non “comporta alcuna ricaduta negativa” sul Liceo Racchetti da Vinci. Tutti contenti, dunque?

No. A noi, che non siamo numeri da spostare ma professionisti con un nome e una storia legata a questa scuola, l’operazione  pare discutibile sia nel metodo che nel merito.

Smembrare e accorpare scuole non è una banale operazione aritmetica ed è evidente che non basta che i conti tornino sotto il profilo numerico. Ci chiediamo,  se chi ha deciso ha preso in considerazione la nostra storia che ha visto, a partire dal 1995, altre travagliate operazioni di questo genere: a tale data, nell’ambito di quella che ai tempi fu chiamata “razionalizzazione” risale infatti l’accorpamento al Liceo classico “A. Racchetti” dell’allora Istituto magistrale Albergoni, numericamente molto più corposo. Le due scuole, diventate una, iniziarono a condividere un progetto educativo che privilegiava la formazione umanistica. E’ stata un’integrazione proficua, anche se faticosa, sia dal punto di vista logistico, sia dal punto di vista didattico.

 Più recentemente una nuova operazione di riordinamento o razionalizzazione ha determinato la creazione di un Polo liceale che comprendesse il Liceo scientifico Da Vinci. Evitando di farci troppe domande sulle reali motivazioni che hanno fatto da comune denominatore a questo Risiko di cui le scuole erano le pedine, abbiamo voluto vedere e trovare le ragioni ideali e culturali per riaffrontare, come Sisifo, la nuova fatica. E’ un processo in divenire, che costa a tutti noi impegno e dedizione. Essenziali, in tale processo, sono stati i ragazzi, che si sono inventati modi e occasioni, dalle felpe di istituto alle attività sportive, alle feste, per scoprire e vivere con serenità questa nuova appartenenza. Gli sforzi ci stanno ripagando: il Liceo delle Scienze umane, l’Economico sociale, il Linguistico, il Classico, lo Scientifico offrono una qualificata e articolata formazione liceale solidamente inserita nel territorio e il lavoro di tutti noi ha saputo creare organismi rappresentativi unitari, progetti didattici, relazioni umane uniche e insostituibili con alunni, genitori e colleghi.

Ecco perché non riusciamo proprio a comprendere le ragioni per cui l’IIS Racchetti  – Da Vinci debba essere privato di una delle sue parti.

E’ probabile, però, che le ragioni che a noi sfuggono – e che non possono essere banalmente numeriche – siano invece chiarissime a chi ha deciso. Perché, allora, non esplicitarle? Perché non condividerle con noi e con la cittadinaza? Perché non rendere noti i criteri adottati?

Sappiamo bene noi, come sa chi ha deciso, che a Crema esistono realtà scolastiche decisamente più sovradimensionate della nostra, collocate oltretutto in contesti urbani logisticamente più adatti a favorire la nascita di una nuova scuola che comprenda il Liceo artistico e, al suo interno, quel seicentunesimo alunno alla cui presenza  si lega l’autonomia amministrativa e dirigenziale della scuola stessa.

E allora perché ancora una volta tocca a noi?

Il nostro Consiglio di istituto si è già espresso unanimemente contro questa decisione. Ora desideriamo dirlo coralmente anche noi docenti dell’IIS Racchetti – Da Vinci: NO a questa amputazione che ci pare davvero priva di argomenti in grado di collocare il bene della scuola al primo posto.

 

Crema, 27 novembre 2017

QUI il pdf con le firme dei docenti

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