Riordino scolastico, la steccata della Bonaldi e il Pd senza testa ne cosa

Riordino scolastico, la steccata della Bonaldi e il Pd senza testa ne cosa

Le  dichiarazioni di difesa del sindaco Bonaldi sul riordino scolastico non traggano in inganno.

Essa ha contribuito a far prendere un brutto ceffone al cremasco, territorio del quale vorrebbe rappresentare la leadership e che invece è sempre più lasciato ad un amaro destino.

Quante volte abbiamo chiesto al sindaco di Crema ed all’assessore di portare al tavolo politico la conclusione di una partita come quella del riordino scolastico che sarebbe dovuta finire in modo completamente diverso da come è finita,  malissimo per il cremasco.

Un atteggiamento politico masochistico innato l’ha portata a rompere su tutti i fronti, in Consiglio Provinciale, con i sindaci di sinistra del cremasco, con il suo assessore e segretario provinciale del PD Piloni che non ha saputo esprimere una sintesi politica interna, quindi anche con il suo partito di riferimento ed infine con il suo Presidente.

Un sindaco che anche in questo caso ha dimostrato di non essere all’altezza della situazione e di essere sovente  inconcludente, quando era invece necessario trovare mediazioni di livello alto e politico per dare una risposta adeguata ai  forti interessi in campo ed a volte contrapposti.  Non era certo rimandando alla Regione le decisioni che si poteva sbrogliare una matassa che ha partecipato ad ingarbugliare.

Neppure la mozione per il riordino approvata all’unanimità in consiglio comunale l’ha fatta sentire in dovere di coinvolgerci concretamente, lasciando al suo assessore alla scuola, espressione di SEL, di condurre una partita in modo improduttivo.

Una debolezza intrinseca se, ancora poco tempo prima della votazione, erano 4 le proposte sul tavolo con una sostenibilità tutta da dimostrare, sia economica che numerica che progettuale ed infine logistica. Sembrava di giocare a risico. Solo che ad un tavolo di concertazione e di mediazione ci si deve sedere avendo chiaro ciò che vogliamo ottenere, ma avendo anche chiaro ciò che non avremmo mai potuto ottenere.

Se non era più possibile ormai, dato il troppo tempo lasciato passare invano, ottenere il polo agromeccanico a Crema staccato da Cremona, era assolutamente necessario almeno proporre per il Munari una proposta che fosse di sviluppo unendolo al liceo scientifico; invece ci troviamo il Munari con l’indirizzo grafico scorporato dallo Sraffa, col forte rischio che tra 2 anni si sia di nuovo a ricontare gli studenti e le autonomie.

Ed ai ragazzi, in tutto ciò, che proposta formativa e di sviluppo si propone?

Tutta questa situazione merita una lettura politica priva di inutili infingimenti.

A fallire non è stata solo la Bonaldi, ma l’intero PD con a capo il suo segretario provinciale Piloni che nulla ha fatto perché il sindaco di Crema non venisse messo alla berlina: persino  gli altri sindaci cremaschi vicini del PD l’hanno abbandonata al suo destino votando in modo diverso dal suo.

Infatti, a differenza del suo no verso una proposta comunque sbagliata per gli interessi del sistema scolastico del nostro territorio, questi sindaci si sono astenuti senza rendersi conto del danno d’immagine che andavano arrecando sia alla Bonaldi che all’unità di un territorio che aspira a diventare una coerente area omogena.

Si ha netta l’impressione che qualcuno, nel giocare una partita a difesa di piccoli interessi di parte, non si sia reso conto di quello che andava combinando, scaricando senza mezzi termini la Bonaldi al suo destino .

Ci spieghi ad esempio il sindaco di Moscazzano perché si è astenuto. Ci spieghino anche gli altri perché era sbagliato votare contro una proposta irricevibile verso il cremasco, mentre loro pensavano di essere dalla parte del giusto.

Com’è stato possibile che anche il segretario provinciale del PD Piloni, anche assessore in giunta a Crema, che evidentemente a Cremona conta come il due di picche quando la briscola è danari, non si sia reso conto di quanto stava accadendo e non sia corso ai ripari? Come potrà proporre al suo territorio il voto della lista col candidato PD alla presidenza del prossimo consiglio provinciale?

Una volta dalle sue parti le cose venivano messe ordinatamente e coerentemente in fila per raggiungere l’obiettivo.

Che siano troppo impegnati a sorridere mentre raccolgono rifiuti in una città sempre più colpevolmente sporca per loro responsabilità e nonostante le tariffe senza sconto che ci fan pagare?

Sono sempre più un’armata Brancaleone che non merita  di governare Crema ed il territorio.

Forza Italia, Lega Nord, NCD, relativi gruppi consiliari

(Visited 14 times, 2 visits today)