Riordino scolastico, per ora c’è solo un vano tentativo di giustificare i fallimenti

Riordino scolastico, per ora c’è solo un vano tentativo di giustificare i fallimenti

Le dichiarazioni del sindaco Bonaldi sul riordino scolastico, tutta presa ad accusare dirigenti, USP, sindacati per non aver portato ad “un quadro di proposte condiviso e obiettivo, che fosse più congeniale e appropriato alle esigenze scolastiche anche sul piano tecnico e formativo”, rappresentano un vano tentativo di giustificarsi per il palese insuccesso registrato in merito al riordino scolastico e le rimbalzano contro come un boomerang. Già da maggio abbiamo più volte chiesto al sindaco e all’assessore di coinvolgere tutti i portatori di interesse, consiglieri comunali tutti compresi, per trovare un punto di unione e non di frattura sul tema del riordino scolastico. Ma la smania di risultare la paladina del territorio l’ha portata ad una clamorosa rottura in Consiglio Provinciale, coinvolgendo gli altri consiglieri cremaschi, solo rallentando il processo.

La mozione per il riordino, che portasse all’elaborazione di una progettualità solida e condivisa, approvata all’unanimità in consiglio comunale, ha obbligato sindaco ed assessore al coinvolgimento degli altri attori anche se in due soli incontri, ma senza la reale volontà di risolvere la questione ai livelli adeguati. Prova ne è che per difendere la suddivisione delle scuole di Crema e Cremona in 2 ambiti distinti, ben sapendo che in Provincia si sarebbe dovuto votare, non si è dato seguito ai numerosi solleciti e alle richieste di trovare punti di mediazione a livello alto e politico.

La sconfitta per le scuole cremasche e per l’offerta formativa, rivolta ai giovani del territorio, dipende tutta dal Sindaco Bonaldi e da Matteo Piloni, segretario provinciale PD; entrambi non son stati capaci di trovare un punto di mediazione tra Crema, Cremona e Provincia, governati tutti dal PD, non han saputo affrontare i reali problemi delle scuole sul territorio per arrivare a due ambiti distinti. Ancora un giorno prima della votazione, venivano portate in discussione fino a 4 proposte, la cui sostenibilità era per molti versi tutta da dimostrare, sia economica che numerica che progettuale ed infine logistica.

La chiara posizione di arresa del sindaco è tutta lì da vedere, arrivata al punto da proporre di demandare la decisione alla Regione, tanto da farsi dire da Viola, presidente PD della “Provincia”: “La Regione non ha tutto questo entusiasmo di vedersi arrivare sul tavolo una miriade di proposte dovute alla nostra incapacità di trovare una sintesi.”. Il timore è che tra 2 anni si sarà ancora impegnati a dover trovare soluzioni per l’Istituto Agrario, perché a scavalco tra ambiti diversi, e per il Munari, a rischio per numero di iscritti con l’ultima soluzione che gli vede aggregato l’indirizzo grafico dello Sraffa, lasciando inalterate scuole ben più numerose.

Oltre allo Stanga col Marazzi, a Crema, era certamente preferibile la soluzione di un terzo polo liceale, col Munari aggregato alle ex-magistrali o allo scientifico, proposta quest’ultima ripresa da Rossoni in consiglio provinciale, col sostegno anche dell’assessore di Cremona Virgilio, nonchè della struttura tecnica provinciale perchè più coerente al progetto del Polo scolastico a San Bartolomeo. Ma anche questa soluzione di prospettiva per il futuro, per i nostri giovani, non è stata sostenuta.

 

Forza Italia e Gruppo consiliare Forza Italia per Crema,

Lega Nord di Crema e Gruppo consiliare Lega Nord,

NCD e Gruppo consiliare NCD

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