In risposta alla Sua interrogazione del 21.08.2025 avente ad oggetto “Tutela della Privacy dei cittadini sul report acquisito dall’Osservatorio Urban Data di Confcommercio Cremona, analisi flussi dei visitatori a Crema tramite geolocalizzazione”, con la presente si rappresenta che, al fine di fornire puntuale riscontro ai quesiti da Lei formulati, si è ritenuto opportuno, in via preliminare, effettuare un approfondimento circa le modalità di acquisizione e trattamento dei dati sui flussi dei visitatori in città cui l’interrogazione si riferisce.
Confcommercio Provincia di Cremona, interpellata a riguardo, con nota acquisita al prot. gen. n. 58149 del 07.10.2025, ha rappresentato quanto segue:
che Confcommercio Provincia di Cremona non ha ricevuto dati personali dei cittadini di Crema dal Comune di Crema;
che Confcommercio Provincia di Cremona non ha trasmesso dati personali dei cittadini di Crema al Comune di Crema;
che qualsiasi trattamento di dati effettuato tramite l’Osservatorio Urban Data è stato realizzato nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia di protezione dei dati personali (GDPR), evitando ogni possibilità di de-anonimizzazione dei dati.
Premesso quanto sopra, si rappresenta che il Comune di Crema è completamente estraneo rispetto all’analisi flussi dei visitatori a Crema tramite geolocalizzazione promosso dall’Osservatorio Urban Data di Confcommercio Cremona. Non ha pertanto avuto alcun ruolo nella formazione di tale report né direttamente partecipando, né indirettamente fornendo alcun dato.
Per tale ragione il Comune di Crema non è tenuto ad alcun adempimento prescritto dalla normativa di riferimento (Reg. UE 679/16, D.lgs. 196/2003, ecc.) in materia di privacy in quanto non è un soggetto attivo (né titolare, né responsabile esterno ex art. 28, né contitolare) nell’ambito del trattamento che ha dato origine all’interrogazione.
Nel dettaglio, si riscontra la Sua interrogazione specificando quanto segue:
Sul Comune di Crema, non essendo Titolare del trattamento dei dati personali di cui trattasi, non incombe l’obbligo di comunicare alcunché al Garante per la Privacy;
Il Comune di Crema, non essendo Titolare del trattamento dei dati personali né avendo alcun ruolo nell’ambito di tale progetto e non avendo altresì effettuato alcuna attività di trattamento di tali dati, non è tenuto ad effettuare la valutazione dell’impatto dei trattamenti prevista ai sensi dell’art. 35 Reg. UE 679/16
Il Comune di Crema, non avendo acquisito né trattato alcun dato personale di minorenni di anni 16, non è tenuto ad ottenere alcun consenso per il trattamento né a fornire idonea informativa sulle finalità e modalità di trattamento;
Il Comune di Crema, non essendo Titolare del trattamento dei dati personali di cui trattasi e non avendo effettuato alcuna attività di trattamento di tali dati, non è a conoscenza delle tutela adottate da Confcommercio Cremona per evitare la deanonimizzazione dei dati, né di eventuali trasferimenti all’estero dei dati stessi;
L’attività di geolocalizzazione effettuata (non da parte del Comune di Crema) non è stata ritenuta suscettibile di censure dal punto di vista politico giacché effettuata in modo del tutto anonimo;
Un futuro utilizzo della geolocalizzazione dovrà essere valutato in base alla normativa e alle conoscenze tecniche del momento evidenziando sin da ora che non verranno condivise attività di geolocalizzazione che, anche solo potenzialmente, possano risultare lesive della dignità personale.
In conclusione mi sia consentita una considerazione di natura politica: gli urban data sono un potente strumento, direi ad oggi insostituibile, di conoscenza delle dinamiche dei flussi di accesso in città. Non rappresentano solo uno strumento di misurazione, che di per sé può già risultare prezioso nel valutare con precisione scientifica gli effetti delle politiche di attrattività territoriale, ma più in generale di uno strumento di supporto alla programmazione e pianificazione urbana nel suo complesso, partendo dall’analisi dei comportamenti e delle abitudini dei cittadini nel vivere gli spazi pubblici urbani, ovvero da un dato di realtà che, altrimenti, sarebbe arduo rilevare, se non accontentandosi di notevoli approssimazioni, per non dire di sensazioni. Certo vanno maneggiati con cura e garantendo il rispetto della sacralità del diritto alla privacy, gestiti con rigore e con certezza dell’anonimato, ma sono uno strumento da valorizzare ulteriormente in ambito pubblico, non da demonizzare.
Che piaccia o meno, non il futuro, ma lo stesso presente dell’economia e dei modelli di business è dominato dal valore economico dei dati personali, utilizzati nel marketing, nella personalizzazione dei servizi, nelle analisi di mercato. E’ tutto già esistente ed in gran parte esercitato, in campo economico e commerciale, talvolta in assenza di una reale, piena consapevolezza da parte degli utenti/cittadini.
Utilizzare questi dati anche per finalità di interesse pubblico e non meramente commerciali, con consapevolezza, con rigore applicativo e piena garanzia di anonimato rappresenta un’opportunità di sviluppo per le comunità.





