Salt Of The Earth, il pezzo di denuncia dei Rolling Stones diventa l’inno della quarantena per i The Big Lips

Salt Of The Earth, il pezzo di denuncia dei Rolling Stones diventa l’inno della quarantena per i The Big Lips

In questo periodo di necessario isolamento e di sospensione degli spettacoli, The Big Lips hanno voluto restare ‘vicini’ per poter continuare a suonare insieme, seppure a distanza, pur risentendo, anche emotivamente, di quanto sta succedendo nel mondo, ed hanno così colto l’occasione per registrare in audio e video una reinterpretazione di “Salt of the earth”.

Scritta e registrata dai Rolling Stones nel 1968, originariamente concepita e composta come canzone ‘di denuncia’ e celebrativa dei più umili, di chi soffre e di chi lavora duramente, The Big Lips hanno ritenuto questo pezzo ‘senza tempo’ e mai così ‘attuale’ uno dei più adatti, fra quelli degli Stones, a rappresentare ed interpretare il sentimento di riconoscenza e di vicinanza a chi si sta prodigando per contribuire a gestire la situazione di emergenza e a chi sta soffrendo in questi mesi di pandemia.

Oltre alla voce di Andrea Mante, a quella di Marco Torriani (per l’occasione anche al pianoforte), alla chitarra acustica di Filippo Riboni, alla chitarra ‘slide’ di Raffaele Ferrucci e alle percussioni di Matteo Aquagni, The Big Lips si sono avvalsi della partecipazione straordinaria di Irene Colizzi ai cori ed hanno suonato, registrato, mixato e prodotto nelle rispettive case questo video nell’Aprile del 2020.

The Big Lips desiderano dedicare questa canzone a tutte le persone che sono decedute, che stanno soffrendo, che stanno rimanendo, e si stanno sentendo, sole. The Big Lips vogliono anche celebrare e ringraziare tutte le persone che in ogni tempo, in ogni parte del mondo, lavorano duramente ed aiutano altre persone che vivono in difficoltà e soffrono, specialmente in questi giorni, negli ultimi mesi, specialmente in Italia, il nostro Paese.

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