Salvate il soldato Inviato e permettetegli di essere sempre fazioso e tignoso, sennò come facciamo a divertirci

Salvate il soldato Inviato e permettetegli di essere sempre fazioso e tignoso, sennò come facciamo a divertirci

Va beh dai. Tocca sospendere il consueto punto del lunedì e trasformarlo in un peana per i peones Roberto Bettinelli e Rossano Salini. Sono settimane che dei cattivoni sul web stanno massacrandoli loro e la loro testata l’Inviato Quotidiano per i “pistolotti” pro Chicco Zucchi che la testata pubblica. In qualsiasi pezzo politico si parla del commercialista 45enne sceso in campo, che poi sta cosa di sottolineare commercialista mi sa di ragioniere quando si parlava di Fantozzi, ma va beh. Scende in campo la Aiello, fa tremare la Bonaldi… come Zucchi; la Bonaldi? Questa è la sua strategia per vincere, mica come Zucchi che viene massacrato da quei cattivoni di Forza Italia, Agazzi in testa.

Pur di difendere la posizione Rossano Salini, detto il Rosso (nelle mie narrazioni del Trono di Crema) mi cita il maestrone Francesco Guccini. E svela e non svela un segreto su cui tutti ci siamo interrogati. Ma di chi è la testata? Tutti dicono: “eh beh parla di Zucchi perché è sua”. Si? Io avevo fatto una ricerca. Il dominio risulta essere intestato a Rossano Salini, come il dominio di Sussu è intestato a noi che ci scriviamo. E Salini scrive che il giornale è di chi ci scrive.

A parte che, maledetto, fa un elogio dell’informazione locale fatta da loro unici a fare opinione nel mondo della stampa cremasca ingessata. Va beh. Non aggiungo altro. Nel primo pezzo uscito oggi Bettinelli, uno che ha cinque lauree mica come il sottoscritto che ha a malapena la terza media, quasi si scusa delle sue posizioni. Scrive:

“La Lega Nord è impegnata solidamente al fianco della candidatura civica di Chicco Zucchi. Un uomo che, in qualità di direttore dell’Inviato Quotidiano, ho interpretato come una risorsa vincente per la coalizione di centrodestra. Una scelta espressa in modo libero e indipendente attraverso articoli che si qualificano come editoriali. La ragione è semplice: Zucchi ha fatto bene prima di entrare in politica e, visti i risultati e la vocazione manageriale non comune, potrebbe fare bene una volta eletto”

A bettinè… ma perché ti giustifichi e ti scusi? Buona parte di chi legge l’Inviato lo fa sperando nei vostri articoli di parte, così come buona parte di chi legge Sussu legge per le nostre puttanate. Nel secondo pezzo della giornata Salini scrive:

“Facendo opinione, abbiamo dato fastidio. Prima alla sinistra, ora alla destra. Si dirà che alla fin fine, in un modo o nell’altro, non facciamo in realtà altro che servire il nostro padrone, ora candidatosi a sindaco di Crema. A parte il fatto che basterebbe una rapidissima verifica anche on line per scoprire che l’affermazione non è vera (siamo noi stessi giornalisti padroni del nostro piccolo giornale)”.

Anche lui quasi si giustifica per le posizioni del giornale. Ma perché? Ma che ve frega? Io credo che sia giusto, bello e divertente avere una stampa pluralista. Di Pravde, come qualcuno chiamava un noto portale cittadino, senza fare nomi che poi il Tycon si incazza, ne abbiamo avute a sufficienza. Lancerei la campagna Je suis l’Inviato quasi quasi. Ma no. Mi limito a dire andate avanti così che sennò come cazzo facciamo a divertirci poi noi nelle nostre giornate su whatsup?

Tocca citare Voltaire: “Io combatto la tua idea, che è diversa dalla mia, ma sono pronto a battermi fino al prezzo della mia vita perché tu, la tua idea, possa esprimerla liberamente”, che poi pare che sia un falso storico dovuto alla sua biografa Evelyn Becatrice  che l’ha un po’ tirata per i capelli nel 1906 firmando col nome di Stephen G. Tallentyre una biografia intitolata The Friends of Voltaire, no che anche se non ho cinque lauree un po’ di nozionismo da Settimana Enigmistica ce l’ho anche io.

Siate faziosi amici dell’Inviato non toglieteci tutto il divertimento.

Emanuele Mandelli

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