Ammetto che l’ultima ora della prima serata del Festival di Sanremo l’ho vista in stato di catalessi estatica. Diciamo che sono arrivato indenne alla attesa esibizione di Fedez, da scaletta alle 00.22, (voto 6.5), poi sul blocco pubblicitario ho iniziato ad essere sospeso. Ho sentito in maniera sommaria quindi Bresh, che però è stata la prima canzone che ho sentito su Radio2 stanotte risvegliandomi, ho bucato Sarah Toscano, Joan Thiele che attendevo molto, Rocco Hunt, La Michielin azzoppata e i The Kolors, mi sono ripreso per sentire la classifica parziale, che avevamo più o meno ipotizzato nel corso della serata, poi mi sono di nuovo addormentato lasciando come da tradizione Radio2 in sottofondo tutta la notte. Radio2 che avevo usato come audio della tv dal buco di 30 secondi dell’audio avvenuto proprio ad inizio serata, così ho accompagnato la visione con le interviste e i commenti di Ema Stokolma e Gino Castaldo (voto 8.5).

La serata come detto era iniziata con un tributo ad Ezio Bosso e un buco audio. E poi via a testa bassa con i primi cantanti in gara a velocità 2x tanto che si è arrivati al break Jovanotti con 15 minuti di anticipo. Tutti assorbiti dal mastodontico momento partito dall’esterno con le cento batterie di Rockin 1000, passato per l’atrio dell’Ariston con Bollywood e finito sul palco. Jova con la famosa tuta gold di Mamhood ha dimostrato di essere in palla ed essersi ripreso (voto 8).

Prima avevamo visto Gaia aprire emozionata e sensuale la lunga sequela di esibizioni con un pezzo che sentiremo parecchio. Nulla di aclatante a seguire fino al tormentone da acquagym dei Coma Cose che ci sfrangeranno amorevolmente con i loro Cuoricini fino adll’estate. E pensare che avevano iniziato come duo indie alternativo, ricco di giochi di parole, riferimenti. Mo sono i Ricchi e Poveri 2.0. Ma ci piacciono (voto 7).

Achille Lauro che pare Petrolini e canta come un Venditti biascicato mette una serie ipoteca al podio (voto 7). Poi arriva niente meno che papa Francesco. E il momento “vogliamo la pace”. Carlo Conti è più ecumenico del papa. Cita giusto i Blues Brothers con Gerry Scotti, bravissimo e in palla, dateglielo sto festival intero. Giorgia canta la solita canzone per mettere in vista le doti vocali (voto 6), Willy Peyote fa il Jamiroquai (voto 7), Rose Villain la solita canzone che sono 3, ma meno incisiva di Click Boom (voto 6).

E poi in un frullatore la Clerici, Gimbo, cartoline dalla Liguria, vado a farmi un the. Appare un ufo, è Lucio Corsi che fa Ziggy Stardust ed è la cosa migliore della serata (voto 9). Brunori sospeso tra De Gregori e Sinigallia (voto 7) e poi come detto piano piano mi acquieto. Buona notte.

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