Quando nel 2019 Achille Lauro si è presentato a Sanremo con Rolls Royce era un esimio sconosciuto che veniva dalla trap, dove aveva inventato l’improbabile samba trap. Il sabato gia cantammo la canzone voce e chitarra al bar. Ieri sera nella seconda serata del festival ha emozionato, forse unico momento di emozione in stile davvero festivaliero, quando ha cantato la sua canzone Perdutamente per le vittime di Crans-Montana, suonata al funerale di uno dei ragazzi, e ha chiuso con: “Se questa cosa può aver confortato anche solo una persona e aver fatto del bene, per noi era un dovere”. Cosa è successo in 6 anni? Lo scapestrato ribelle si capiva sin da subito che ha un talento per reninventarsi rimanendo se stesso. E se fosse lui il Pippo Baudo del domani del festival? Come Pippo sa fare tutto e a suo modo si sta istituzionalizzando.
Si perchè quest’anno è evidente che il festival è in un momento di stanca. Non ho ancora avuto voglia di fare un commento, una battuta, un dissing su Facebook. Lo guardo, qualche messaggio con gli amici. E via. Non ho avuto voglia neppure di dissare l’amico che scrive la solita trita polemica del festival da parte di quello che il festival non lo guarda, ma nel messaggio dice che un pezzo obtorto collo l’ha visto. Le solite contraddizioni. Come se io guardassi 5 minuti di Champions League e poi pontificazzi su Facebook di quanto sia inutile e mi fa cagare il calcio. Ma perchè?
Il rito è stanco ma il messale va rispettatato. Ci saranno celebrazioni più intense. Ul fulcro di Sanremo, i pezzi? Da ieri sono liberi di scorrazzare in radio. Come dice un amica alcune cose carine ma niente pezzo wow. Lo scorso anno per me per dire lo era stato Eco di Joan Thiele, che da un anno ascolto a ripetizione. Lo era stato Lucio Corsi, che gia conoscevo e sono stato contento che sia stato consegnato al mainstream. Quest’anno credo succederà a Fulminacci che da “Borghese in borghese” di 9 anni fa di strada ne ha fatta. In radio lui è presente, sommessamente forse, ma da un bel po’ i suoi pezzi funzionano. Stupida sfortuna è un pezzo classico, senza urla, senza eccessi, ma che ti si incolla. Ci ironizza lui stesso nel video dove è una installazione al centro di un palco e alla fine della performance l’addetto alle pulizie che gli spazza attorno canticchia il pezzo.
La cantan gli operai felici sul lavoro, anche i bimbi a scuola la san gia cantare in coro. Lo cantavano gli Statuto nel 1992 su questo stesso palco nella loro Abbiamo vinto il festival di Sanremo, che non hanno mai vinto ovviamente. Ma ieri sera a Sanremo il gruppo di torino che ha appena ristamapto due bei dischi della loro fantastica storia, ci era davero per un concerto a Casa Sanremo. Come i Jalisse da qualche anno ogni tanto provano a tornare in gara, senza successo. I selezionatori sono miopi spesso. Si sa.
Intanto siamo quasi al giro di boa e non è ancora successo davvero nulla. I festini bilaterali di Elettra, Jax che ha capito tutto e con una dichiarata brutta canzone è davvero gia in testa e nella testa degli Italiani, che si devono mettere anche le brutte canzoni ma efficaci nello starter pack per essere italiani. I bizzarri outfit di Dargen, più incisivi della canzone che non si capisce dove voglia andare a parare. Il fastidio di Ditonellapiaga che forse ha perso un occasione. Il pezzo in stile lista c’è e non c’è. Nel senso che hai voglia a fare liste di quello che non reggi più nel 2026 e vedere che viene paragonato alle cose che Rino Gaetano non reggeva più nel 1978. Non c’è confronto.
Aspettiamo ancora che qualcosa deflagri davvero. Che un Morgan sfanculi Bugo, Morgan quest’anno si è disinnescato prima, da bomba a miccetta come effetto sul festival. Aspettiamo un dirigente Rai terreo in prima fila, un bacio omo improvvisato, un woitilaccio sparato da chissa chi. Aspettiamo. Ma il festival non lo abbandoniamo eh…
em





