Già ma come sono i testi delle canzoni che da domani diventeranno di dominio pubblico e che ci martelleranno in radio fino all’estate? Come sempre il tema dominante nei testi sanremesi è uno: l’amore. Quest’anno anno di grande riflusso poi. Nessun eccesso, trasgressioni manco a parlarne, temi sociali col contagocce. Botte di energia poche, che La Cumbia della Mango pare una roba di due secoli fa. L’Ansa ha fatto una analisi e ci dice che 20 testi su 30 sono indirizzati alla persona amata. Manco fossimo in ambito poesia del ‘900. Il voto globale della Crusca è dal 6 al 7, che pensandoci non è neppure male, anche se il professor Lorenzo Coveri dell’accademia ci tiene a sottolineare che: “Mai una volta che, leggendo un verso, abbia sobbalzato sulla sedia. Mai”.

Carlo Conti quindi maestro di cose quiete e medie. Gli unici due che cercano di uscire dal seminato dell’amore a tutti i costi sono Dargen D’Amico che porta per la prima volta sul palco dell’Ariston l’intelligenza artificiale e Ermal Meta con una filastrocca per una bambina di Gaza che lascerà il segno nei cuori più teneri. Per il resto un’apoteosi di rime baciate e sdolcinate. Neppure l’ombra di storie d’autore come Lucio Corsi o Brunori dello scorso anno.

Certo ci si avvicina un po’ Fulminacci, che potrebbe essere tra le sorprese dell’anno con un testo quasi cinematografico. Il testo di Patty Pravo è definito inafferrabile e ambizioso. Piovono le metafore. Anche un po’ cringe come quelle che si ritrovano nel testo di Tredici Pietro. Neppure una filma nobile come quella di Pacifico, che co-firma il pezzo di Nigiotti, pare aver tirato fuori una perla, passaggi come “il tempo vola veloce come un pizzicotto” fa più sorridere che pensare.

Poche pure le parolacce. Uno stronzo e un paio di fottuto e via apposto. Molta para poesia e giochi di parole come: “la parte di te più vulnerabile e spietata”, “non ho più spazio per dipingermi d’inchiostro” “silenzio che è un rumore”.

Insomma, l’abbiamo detto una ventina di amori spesso tormentati, finiti, tossici e dolorosi. L’unica che pare distinguersi pur parlando di amore è Levante. Per il resto meno inglese e ingleisimiì, visto che di rapper ce ne sono pochi. Però ci sono i francesisismi della mitica di Elettra Lamborghini che ha avuto voti pessimi dalla stampa ma che pare abbia alla fine una canzone senza pretese e simpatica.

Nel pezzo cita se stessa. Manco fosse Vecchioni di Luci a San Siro. Sayf invece cita Berlusconi con “l’Italia è il paese che amo” ma entra anche un tabu come la morte di Tenco.

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