Sanremo, le pagelle della prima serata di Emanuele: Elodie, Diodato e quel gran genio di Lauro

Sanremo, le pagelle della prima serata di Emanuele: Elodie, Diodato e quel gran genio di Lauro
  • Irene Grandi, Finalmente io – A lei il compito di aprire il festival numero 70. Dopo i 4 giovani eh. La canzone di Vasco è una canzone di Vasco, abbastanza ABC. Lei salta, balla e si diverte. Con tanto di vestito che copre poco. Ma non convince. VOTO 5
  • Marco Masini, Il confronto – Un Masini hipster parte piano al pianoforte ma nel giro du due battute “al vusa come ‘n strascer”, per citare Jannacci. Insomma fa Masini. A qualcuno piace. A me sembra il solito VOTO 5
  • Rita Pavone, Niente (resilieza 74) – Urla, salta si agita. Il brano ha una base pop rock moderna. Credevo davvero davvero peggio. Insomma tutto sommato quella che pareva la mamma di Achille Lauro l’ha portata a casa. VOTO 5.5
  • Achille Lauro, Me ne frego – La prima grande sorpresa della serata. Il pezzo non ha l’impatto di quello del 2019 ma lui è davvero un Bowie de noaltri e si re inventa. Cade la toga nera e rimane con una tutina color pelle che lascia tutti a bocca aperta. VOTO 8
  • Diodato, Fa rumore –  Eh, qui con due tre ascolti ci si accorgera che Diodato ha fatto una operazione incredibile. Una canzone che pare sanremese, parte piano, l’inciso urlato, ma non lo è. Non come la pensiamo noi. Una canzone che rimarrà. VOTO 8
  • Le Vibrazioni, Dov’è – Coscritto dal cremasco Davide Simonetta, in testa alla classifica della prima serata, il ritorno di Peppe Vessicchio, la traduzione LIS in diretta. Ma il brano dov’è? Nulla di eclatante. Mestiere. VOTO 6
  • Anastasio, Rosso di rabbia – Rap si, ma quello crossover degli anni 90. Come se i Rage Against the Machine arrivassero sul palco di Sanremo. Gran testo e chitarroni. VOTO 9
  • Elodie, Andromeda. La Mina degli anni 2000. Gli autori fighi giovani paiono fare a gara a scrivere per lei. In questo caso Mamhood e Dardust. Il pezzo è bello, strano, con sezioni diverse. E lei è bellissima, con un vestito davvero incredibile. VOTO 9
  • Bugo e Morgan, Sincero – Uno senza voce e l’altro stonato. In precario equilibrio tra pop sintetico anni 80 e cantautorato sghembo eppure funziona. VOTO 8
  • Alberto Urso, Il sole ad est – E’ notte eppure ecco il sole del bel canto. Pezzo tradizionale. Troppo. VOTO 4
  • Riki, Lo sappiamo entrambi –  Classico pezzo che non si riesce a ricordare. VOTO 4
  • Raphael Gualazzi, Carioca. Arriva davvero tardi e mette la sveglia con un ritmo che non è da lui. Da risentire. Voto 6

Due parole sui giovani. Subito eliminati gli Eugenio in via di Gioia, uno dei gruppi indie che gira gia da un po’, e che aveva un gran bel pezzo. VOTO 8 a favore della più sanremese delle proposte, quella di Tecla Insolia che propbaile vincera ma che madonna come è vecchia, VOTO 4. Nella seconda sfida Fadi, che è ben strano, canta di Bologna e sarebbe da risentite, voto 7, ma perde da Leo Gassman che inventa pure una parola, e farà parlare di se. Voto 6.

emanuele mandelli

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