Sanremo, le pagelle di Emanuele: evviva il rap sul palco dell’Ariston (e anche il culo di Elettra)

Sanremo, le pagelle di Emanuele: evviva il rap sul palco dell’Ariston (e anche il culo di Elettra)
  • Piero Pelù, Gigante – La canzone è un po’ debolina. Ma lui è uno showman. Non resiste alla tentazione di scendere in platea e terrotirzzare uno del pubblico urlandogli in faccia. Non pare che Sanremo lo spaventi. VOTO 6.5
  • Elettra Lamborghini, Musica (e il resto scompare) – Canta con un filo di voce, è emozionata. Ma si slega. Quando parte il twerking appunto il resto scompare e per me potrebbe anche cantare la Casetta in Canadà. Il ritornello rischia di diventare un tormentone e dopotutto regge. VOTO 6
  • Enrico Nigiotti, Baciami Adesso – Salre sul palco con un Fenderone cattivo. Ma la canzone è una canzoncina. Di quelle che non ricorderai mai mai mai. Alla fine spara l’assolo. Mezzo punto in più per questo. VOTO 5
  • Levante, TikiBomBom – Pare un po’ Ponente delle Coliche. Ma è brava eh. Non si capisce perché canti tre quarti della canzone quasi chinata. Forse per mostrare lo scollo. Tette poche ma è terribilmente affascinate. Urla un po’ va bene. Ma la canzone regge. VOTO 7
  • Pinguini Tattici Nucleari, Ringo Starr – Se per qualcuno sono una sorpresa è perché non ha seguito quallo che succede nella muisica italiana in questi ultimi anni. Bravi, testo divertente, preparati. VOTO 8
  • Tosca, Ho amato tutto – Una canzone che pare eterna nella sua litania. Niente non riesco a capire certe musicalità, ho visto voti altissimi per la sua performance e gente dire: oh fin VOTO 4
  • Francesco Gabbani, Viceversa – Chi si aspettava la trovate, la filastrocca, il copo di teatro è rimasto deluso. E’ una bella canzone, con un ritornello in minore. E infatti va in testa alla classifica. E piace anche a me. VOTO 7,5
  • Paolo Jannacci, Voglio parlarti adesso – La somiglianza col padre è diventata incredibile. Ha un po’ di quella modalità sghemba di presentarsi. E anche se la canzone è classicamente sanremese è di classe. VOTO 6,5
  • Rancore, Eden – Un test pauroso, un flow incredibile. Un pezzo che sentiremo molto. La trovata finale di farsi sparare e cadere sul palco fissa il pezzo in testa e su You Tube spaccherà. VOTO 8
  • Junior Cally, No grazie – Ed eccolo il caso. Alla fine è un ragazzo, si presenta senza maschera e rappa bene. Il testo è bello. Il ritornello micidiale. Lo mettono in fondo alla classifica, ma mica per il pezzo. VOTO 7.
  • Giordana Angi, Come mia miadre –  Urla e fa la cosa più classica di tutto il festival. Ma no grazie. VOTO 5
  • Michele Zarrillo, Nell’estasi e nel fango – Arriva per ultimo a notte fonda. E non fa il Zarrillo. Lo si capisce subito sin dall’attacco. E’ una bella canzone. E forse una delle cose più soprendenti dal mio punto di vista. Ero pronto al 4 di rigore e invece vai con VOTO 6,5.

 

Due parole sui giovani. Ancora una volta eliminano al volo la canzone che mi piace di più. Impengata e en strututrata quella di Martinelli e Lula è un aaccoppiata da tenere d’occio. Una chitarrona e chima rossa, una batteria e capello a zero. Un bel pezzo. VOTO 7,5. Fasma invece stona anche con l’autotune e la batte. Il pezzo non è male eh, VOTO 6. Il pezzo sul bullismno di Marco Sentieri pare una operazione tropo pensata a tavolino, VOTO 5. Ma passa lo stesso sull’inconsistente Matteo Faustini, VOTO 4.

emanuele mandelli

 

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