Sabato 19 luglio alle ore 16,30, presso l’ex Chiesa di Santo Spirito e Santa Maria Maddalena, il Centro Culturale Diocesano “G. Lucchi” ha allestito, insieme al promotore dell’iniziativa Luigi Dossena, un incontro di approfondimento relativo alla figura di Santa Maria Maddalena, di cui il calendario giuliano celebra la festività nel giorno di martedì 22luglio. Nell’occasione si è anche potuto dare risalto al casato della famiglia Vimercati-Sanseverino, dinastia che tra il 1511 ed il 1523 fece erigere la Chiesa (oggi sconsacrata) dedicata proprio alla Maddalena a Crema. L’evento è iniziato con due brani musicali eseguiti dal Maestro Claudio Demicheli e dalla soprano cremasca Daniela Ziglioli: “Magdalena da Laudare” e l’”Inno del Giubileo 2025”.

Don Gianfranco Mariconti ha chiarito l’identità delle Tre Marie (le pie donne presenti nel Santo Sepolcro). Tra queste spicca Maria Maddalena, animata dall’amore e dalla fedeltà assoluta nei confronti di Gesù (al contrario degli apostoli, che lo tradiscono o lo rinnegano). Per questo motivo viene definita “Apostola degli Apostoli”, e Gesù, una volta risorto, si mostrerà a lei prima che a tutti gli altri, chiedendole di portare l’annuncio della resurrezione agli apostoli. Traendo spunto dalla sua figura, Don Mariconti ha proseguito richiamando l’importanza della dignità e della fedeltà della donna, come espresse già nel 1988 da Papa Giovanni Paolo II nella lettera apostolica “Mulieris Dignitatem”, ma anche, in diverse occasioni, da Papa Francesco, facendo riferimento dall’amore reciproco tra la Maddalena e Gesù, Don Mariconti ha anche rammentato ai presenti l’importanza dell’amore di Dio, che a differenza del sentimento umano, va oltre la vita terrena, durando in eterno. La parola è stata quindi ripresa da Dossena per puntualizzare che Palazzo Pignano è stata fondata prima di Crema e che quest’ultima e la sua Cattedrale siano state per un certo periodo sotto la giurisdizione di Palazzo Pignano. L’introduzione ha dato modo al sindaco del paese Giuseppe Dossena di prendere la parola per ribadire l’importanza storica del Comune, ancora oggi testimoniata dalla presenza di un sito archeologico e da diversi palazzi storici come Villa Marazzi, costruita proprio dalla famiglia Vimercati-Sanseverino.

Figura clou della kermesse culturalreligiosa artistica, la figura di Sermone Vimercati, abile diplomatico che divenne prima uomo di fiducia di Papa Giulio II (fu nominato “Cameriere Cubicularius” e “Commensale Perpetuo” ) e poi Tesoriere di Francesco Sforza II, Duca di Milano, insieme a quella di Ippolita Sanseverino, che nel 1520 lo sposò, originando il casato Vimercati-Sanseverino, portando in dote il titolo di Contessa di Pandino e di Palazzo Pignano, sono state quindi descritte, sabato scorso, dallo storico e ricercatore Luigi Dossena, il quale, attraverso le sue ormai mitiche, squarcianti, pensate e incisive “Dossenate” ha ricordato quanto sia stata notevole, l’influenza dei coniugi nei palazzi vaticani, al punto di  essere raffigurati, in opere d’arte di valore assoluto come “Il Giudizio Universale” di Michelangelo Buonarroti e “La Madonna di Foligno” di Raffaello Sanzio. Inoltre l’importanza della famiglia, nel territorio cremasco, è tutt’oggi testimoniata, dalla presenza di numerosi edifici, fatti costruire o posseduti dalla nobile e potente famiglia in oggetto, come, per esempio, il Castello di Pandino. Questa considerazione ha introdotto l’intervento del Sindaco di Pandino Piergiacomo  Bonaventi, preciso nel riassumere la storia del Castello, elencando con precisione, le famiglie nobili che lo hanno posseduto nel tempo (il casato Vimercati-Sanseverino ne ebbe il possesso fino al 1547) fino al 1947 ,anno in cui è diventato di proprietà comunale.

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