Scrp e varchi elettronici, ora il parere arriva pure per corrispondenza

Scrp e varchi elettronici, ora il parere arriva pure per corrispondenza

«Con la presente siamo a ricordare la convocazione della riunione in oggetto. Nel caso di impossibilità a partecipare, vi chiediamo la cortesia di comunicarci via mail all’indirizzo inf@scrp.it la vs. posizione in merito alla condivisione  o meno del Progetto dei varchi elettronici . Ovviamente non si tratta di una dichiarazione formalmente impegnativa, ma di un orientamento per la società, in modo da consentirci di portare in approvazione ad una prossima assemblea dei soci un progetto definitivo».

La comunicazione è arrivata ieri ai sindaci-soci di Scrp ed è stata inviata dalla società stessa. La riunione in oggetto, richiamata nel testo,  è quella in programma martedì prossimo, 15 marzo, alle 18,30 e convocata

«per dare informazioni sui seguenti argomenti: 1)Varchi: dichiarazioni dei singoli soci in merito alla condivisione del progetto, 2) Comunicazione in merito alla gara di igiene ambientale, 3) varie ed eventuali».

Benissimo.  Tutto chiaro. Manco per niente.  Qualcuno spieghi. Ok, calma e gesso.

Prima osservazione. Se  basta una dichiarazione non impegnati, da inviare via e-mail per risolvere il problema, per  quale motivo convocare un’assemblea informativa?

Seconda osservazione. Un’informazione è tale  se aggiunge elementi nuovi a quelli che già si posseggono sull’argomento al centro dell’interesse.  Ne deriva che una riunione informativa trova giustificazione se aggiunge particolari significativi e utili ad approfondire  la questione  all’ordine del giorno. Una riunione informativa centra il suo obiettivo se fornisce ai partecipanti strumenti per esprimere in maniera più razionale un parere.  Se questo è vero,  allora diventa una contraddizione indire una riunione informativa e, contemporaneamente,  chiedere comunque a priori un parere  ai soggetti impossibilitati a partecipare al consesso.

Terza osservazione. Un’assemblea informativa – senza la votazione di una delibera – e convocata solo a raccogliere un parere presuppone una discussione, un dibattito, un confronto, condizione questa che potrebbe indurre i presenti a mutare un’opinione.  Un giudizio favorevole all’inizio della riunione potrebbe, al termine della stessa, trasformarsi in uno contrario. Viceversa,  un ‘no’ potrebbe trasformarsi in ‘si’.
Se anche questo è vero, diventa incomprensibile la comunicazione di Scrp riportata all’inizio

Quarta osservazione. E se una situazione è incomprensibile viene spontaneo porsi una domanda:  a chi giova? Cui prodest? E qui siamo nel campo delle cento pertiche e delle ipotesi e, si sa, le ipotesi sono tutte contestabili, però nessuno rinuncia a formularle. Una, per esempio, potrebbe anche essere che si intenda chiudere l’operazione in funzione delle elezioni amministrative del prossimo anno. Ipotesi, per carità. Opinabilissima. Ne circolano delle altre, ma non sono le ipotesi il fulcro di queste riflessioni e quindi, su questo punto, il discorso è rimandato.

Quinta osservazione. Non succede spesso che una società convochi i propri soci per una riunione e, contemporaneamente, chieda agli assenti di esprimere un parere per iscritto su quanto si andrà a discutere nella riunione stessa. E’ una novità della Repubblica del Tortello. Una scelta innovativa ma da migliorare. Già, si potrebbe invitare tutti i soci di inviare il loro parere senza convocarli.

Sesta osservazione. Si dirà che della questione varchi se ne è discusso in abbondanza e, pertanto, esistono quasi tutte le tessere  per  avere le idee del puzzle completo.  Verissimo, ma con un piccolo particolare: è stato un giro di valzer .  Il numero dei varchi è cambiato tre volte. Era prevista la videosorveglianza poi è stata tolta.  Stessa sorte per la connettività: prima sì e poi no. Ballerini pure i costi.  Tutti d’accordo: la sicurezza è in cima alle priorità del territorio cremasco e i varchi sono uno strumento utile per assicurarla, ma non si decide  per e-mail di proseguire nel progetto definitivo.

Settima osservazione. Chi paga? Scrp naturalmente. Con che quattrini? Con quelli in arrivo dall’operazione Lgh-A2A? Con soldi propri come tutte le società? O con quelle dei  soci? Di tutti i soci o solo di quelli che aderiscono al progetto? E avanti. Le domande sul finanziamento del progetto sono come le ciliegie. Una tira l’altra.  «Che mi frega di essere un eroe? Io voglio i soldi» dice Rod Steiger a James Corbun in Giù la testa. Il problema è anche questo: i soldi. Ed è ancora aperto.
C’est l’argent qui fait la guerre. E la questione non si affronta con un e-mail. Soprattutto non si chiede di fare la guerra, senza avere spiegato in maniera chiara, dettagliata, incontestabile con quali risorse si finanzia l’intervento,  con quale strumento si recuperano i quattrini, con quale procedura amministrativa si fanno quadrare i conti. E non si chiude la pratica con una tabella di sei voci, una dozzina di numeri e la richiesta di un assenso o un diniego per corrispondenza. Certo,  Scrp  sollecita solo un parere. Ma è un parere pesante. Pesantissimo. Che condiziona.

Antonio Grassi

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