Scrp, i media che contano troppo e quelli che se ne fregano (come anche alcuni partiti)

Scrp, i media che contano troppo e quelli che se ne fregano (come anche alcuni partiti)

Ma Scrp davvero serve? Oppure la si può smantellare? E se la si cambiasse? Dopo mesi di discussioni interne, riunioni, liti, dissidi, la questione riguardo alla forma che deve prendere la società cremasca servizi e patrimoni è esplosa definitivamente per colpa (o merito) dell’intervento pesante dei media. Diciamo per colpa dell’intervento pesante e per una volta dannatamente serio di Sussu. Ci siamo appassionati all’argomento, abbiamo cercato di capirlo, abbiamo chiesto ad un po’ di sindaci che idee avevano a riguardo. E allora ecco che dopo le dichiarazioni tranchant dei primi cittadini di: Casaletto di Sopra, Salvirola, Soncino, Romanengo, Palazzo Pignano e Trescore Cremasco (assolutamente in ordine di apparizione), sono arrivate le prese di posizione di ben tre partiti.

Uno dietro l’altro la Lega, Fratelli d’Italia e Rifondazione Comunista hanno detto: alt un attimo, ma è vero. I piccoli comuni sono decisamente svantaggiati rispetto agli altri. Magari potrebbero davvero andarsne. Qui urge fare una piccola digressione. Scrp allo stato attuale è una società per azioni. Quindi i membri pesano all’interno delle logiche aziendali in base alle azioni che detengono e non uno vale l’altro. Per cui ci sono 4 comuni che da soli detengono quasi la metà delle azioni, e che per forza di cose traggono più vantaggio dalla realtà. Gli altri 49 soci contano più o meno come i 4.

I 4, definiti con un esempio felice da Antonio Grassi, sindaco di Casale Cremasco, i 4 moschettieri sono: Crema, Offanengo, Castelleone e Pandino. Da soli contano il 44.59%. Gli altri hanno quote minime. Ad esempio Palazzo Pignano ci ha detto di avere il 2,66%. E’ ovvio quindi che adesso, col cambio in vista, i piccoli si interroghino su cosa fare.

Ma cosa cambia? Scrp era nata come società patrimoniale che avrebbe dovuto occuparsi della gestione di una serie di servizi dei comuni. A Crema ha avuto in carico la piscina, o il bocciodromo. Ma anche di una serie di servizi condivisi, come la gestione dei rifiuti. Già le pesanti operazioni di privatizzazione operate negli scorsi anni hanno snaturato questo ruolo con Scrp più improntata ad appaltare che a fare, poi adesso con il cambio di statuto societario dettato dalla Legge Madia sulle pubbliche amministrazioni il ruolo verrà ulteriormente ridefinito.

I sindaci la settimana scorsa ci hanno quindi raccontato che spesso, per scarso peso o lngaggine, hanno preferito farsi da soli quello che Scrp faceva per tutti. C’è chi si è fatto l’illuminazione in rete con altri due o tre paesi, c’è chi si è fatto il bando sui rifiuti e i varchi elettronici. C’è chi arriva ad ipotizzare di creare ex novo una Scrp 2 la vendetta più snella, meno elefantiaca, senza cda e comitati ristretti che agisca davvero.

Il tutto può essere sintetizzato con l’intervento che abbiamo pubblicato ieri. L’ultimo del giro dei sindaci. Quello di Aldo Casorati di Casaletto Ceredano che mette in campo delle considerazioni e delle idee sul futuro della società, dicendo anche che non può essere delegato alla stampa il ruolo di capofila nella discussione. Ha ragione. Ci sono tanti e tali cose da sapere su questo tema che il nostro giornalismo da blog non può minimamente cercare di essere unica voce in capitolo. Certo la questione non sarebbe esplosa con tale portata se non ci fossimo messi a rompere le palle ai sindaci. C’è da fare però un ultima considerazione. Sia sulla stampa che sulla politica.

Un tema così importante una certa parte della stampa lo ha ignorato, qualcuno ha pubblicato solo tipo 1 voce a favore buttata li. E i partiti? Due dei maggiori partiti non hanno ancora preso posizione: Partito Democratico e Forza Italia sono in assordante silenzio stampa. Non possiamo credere che sia solo una dimenticanza.

Rimane che per ora in Scrp i 4 moschettieri possono andare avanti a decidere per tutti, legittimo ma non corretto a livello territoriale. Rimane assodato che il modello della società servizi è in crisi e va profondamente ripensato. Rimane assodato che Sussu è un blog di cazzari e cazzoni che per ora mette un punto e si mette ad osservare la stampa seria. Abbiamo un altro paio di temi su cui vorremmo spostarci. Arrivederci Scrp (salvo comunicati ovvio).

Emanuele Mandelli

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