Scuole, l’anno è iniziato ma il riordino appare ancora lontano e… tutti muti

Scuole, l’anno è iniziato ma il riordino appare ancora lontano e… tutti muti

Il consiglio comunale, all’unanimità, ha votato una delibera che impegna la giunta ad un percorso condiviso per giungere ad una proposta di riordino che tenga conto delle esigenze e prospettive dei giovani, dei dispositivi di legge, delle offerte formative, del mondo produttivo, facendo sintesi sulle varie posizioni con strategie di sviluppo e senza arrivare al muro contro muro in “Provincia”, pena soccombere al momento del voto. Purtroppo dopo un difficile inizio, poco si sta muovendo, eccezion fatta pare, come apprendiamo solo dalla stampa, a favore dell’ipotesi condivisa del poloagromeccanico cremasco distinto da quello cremonese anche per tipologia produttiva, nodo sicuramente prevalente su cui tutti ci si è espressi positivamente, e non solo da oggi.
Abbiamo presentato un paio di scenari oltre a quelli dell’amministrazione, fatto salvo appunto il polo agromeccanico cremasco .

Una prima ipotesi, più impattante su varie scuole ma di ampia prospettiva, è di istituire due indirizzi distinti: uno scientifico e uno umanistico, comprendente il liceo artistico; anche il futuro di questo liceo non può esser trascurato. Una seconda ipotesi prevede di accorpare liceo artistico con ex- magistrali, più affini e potenzialmente vicine nel “famoso” Polo scolastico di S.Bartolomeo, progetto che permetterebbe finalmente il riordino anche della viabilità nell’area. E’ necessario riprendere la valutazione delle ipotesi proposte, basate su progetti formativi per il territorio con le varie scuole, con i dovuti coinvolgimenti compresi quelli politici, e che si faccia sintesi adeguata anche rispetto al territorio cremonese.

Si apprende invece della convocazione del Tavolo provinciale per il 17 ottobre solo dalla stampa, nonostante le numerose sollecitazioni inviate all’assessore all’istruzione, non ultima tappa questa ma sicuramente importante. La peggior situazione sarebbe arrivare al voto della delibera di riordino senza il lavoro richiesto da più parti e senza l’opportuna condivisione, il più ampia e trasversale possibile.

Laura Zanibelli

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