Selvaggia Lucarelli? La giornalista sarebbe una grande assessore alla Sanità, no?

Selvaggia Lucarelli? La giornalista sarebbe una grande assessore alla Sanità, no?

Crema è una cittadina in provincia di Cremona, è la capitale del Granducato del Tortello (i Tortelli Cremaschi sono il piatto tipico dei cremaschi), è una delle tante realtà lombarde nella merda, causa coronavirus, dallo scorso 21 febbraio. L’ospedale Maggiore cremasco, grazie ai suoi preziosi medici, infermieri e vari collaboratori, suo malgrado è infatti uno dei tanti Lazzaretti lombardi e…  da oltre un mese è devastato, tormentato da quel bastardo invisibile del Covid-19. Soltanto da poche ore è attivo un ospedale militare da campo, con personale sanitario in supporto, udite, udite, nientepopodimenoche arrivato da Cuba. E … se a fine febbraio il dottor Attilio Galmozzi: uno dei generosi medici che si sta facendo il mazzo per il prossimo, ecco alla giornalista, scrittrice e Blogger Selvaggia Lucarelli, beh non avesse denunziato il fatto che, ahinoi, dopo anni di tagli, la sanità pubblica lombarda, contestualizzata in questa realtà cremasca, nella fattispecie, in tempi di coronavirus, semplicemente non era, è e sarà in grado di aiutare tutti, mah, forse oggi Crema e il suo nosocomio starebbero peggio di quanto stanno. Sì perché a bocce ferme, allorquando l’emergenza sanitaria allenterà la morsa, qualcuno dovrà spiegare tante cose. Questo è poco, ma sicuro, per il momento Chapeau alla Lucarelli, sul pezzo prima a dare la voce al Granducato del Tortello, ora a tutta la Lombardia coi seguenti, recenti suoi interventi – articoli – denunzie in sintesi:

“Ci sono pazienti che anche se ricoverati in terapia intensiva hanno comunque possibilità quasi nulle di salvarsi, ma tu, medico, di solito hai i parenti che piangono davanti a te e lo fai. Questo in tempi di vacche grasse, con la terapia intensiva libera. In tempo di vacche magre non si può. Possiamo prenderci cura di tutti, ma non possiamo curare tutti”. “La regione Lombardia ci deve aiutare subito, deve requisire hotel, case sfitte, residence, deve isolare i positivi”. “Nella regione Lombardia ogni azienda è un piccolo regno, i privati fanno quello che vogliono”. Così ha parlato, alla Selvaggia, un medico di uno dei più grandi ospedali di Milano.

Ah… coraggiosamente fuori dal coro, Selvaggia Lucarelli ha inoltre puntato il dito sul fatto che, per i comuni mortali, non sempre sia facile, al contrario dei vip, dei calciatori e di quanto si dica,  sottoporsi al tampone o ad accertamenti profondi, che sì esiste pure la possibilità di sottoporsi a prelievo sanguigno…  Ecco, a tal proposito, il Lucerelli pensiero affidato ai social:

“Si può sbagliare, ci si può correggere, si può decidere la strategia che si vuole. Ma Gallera (assessore regionale lombardo alla sanità), ben deciso a ripulire l’immagine alla gestione della crisi lombarda, oggi (lunedì 23 marzo, ndr) ha mentito e questo è inaccettabile. Non si mente ai cittadini nel pieno di un’epidemia, come in certe dittature. Dire che … in Lombardia fa il tampone anche chi ha una condizione leggermente alterata” è una menzogna. E migliaia di cittadini possono confermarlo. Anzi, vi chiedo di lasciare le vostre testimonianze, così gliele giro tutte. Comincio io: parente con febbre, congiuntivite, tosse residente vicino a Milano, vive con una signora in etá avanzata. Nessun tampone. “Stia a casa”. Famiglia di amici, tutta, con febbre congiuntivite, tosse, dolori: “State a casa”. Niente tampone.

Già… prima o poi, il Governatore Attilio Fontana e il suo assessore Gallera un qualcosina, tanto a Crema, quanto a Cremona, Lodi, Bergamo (ah che errore non istituire la Zona Rossa ad Alzano e hinterland), Milano, Pavia e Brescia dovranno spiegare, no? E in trincea a modo suo, senza fare l’elenco dei morti e gridare al lupo, Selvaggia Lucarelli ha dimostrato di saper fare la giornalista e di poter diventare un … assessore alla sanità.

Stefano Mauri

 

 

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