Sentinelle in piazza e Caramelle al Paniere, considerazioni e occasioni mancate

Sentinelle in piazza e Caramelle al Paniere, considerazioni e occasioni mancate

Sabato sera è stato un momento intenso per Crema che, avendo il piacere di ricevere al teatro San Domenico la magnifica Nina Zilli, ha anche ospitato due diverse manifestazioni: la consueta veglia delle Sentinelle in piedi e l’evento Caramelle in piedi, promosso da diverse altre associazioni.

Come da copione, le Sentinelle in piedi hanno manifestato in Piazza Duomo, con la ormai consueta scelta di leggere silenziosamente un libro, in file ordinate, per denunciare (cito testualmente dal loro comunicato) “la diffusione dell’ideologia gender, la legalizzazione del matrimonio omosessuale, l’adozione di bambini da parte di coppie omosessuali e la pratica dell’utero in affitto.

Sempre leggendo il comunicato di cui sopra, scorgo però un altro passaggio, che mi lascia basito e che riporto, anche stavolta, fedelmente: “Da notare che quanti si erano riproposti di organizzare eventi per contestare le Sentinelle (come le cosiddette Caramelle in Piedi), hanno invece battuto la ritirata al comparire delle prime gocce di pioggia. Anche da questi particolari si può comprendere la differenza tra chi scende in piazza per difendere ciò che considera un bene prezioso e chi invece occupa le piazze solo per contestarci, animato da molta ideologia e da ben poca convinzione; così poca che è stata spazzata via da un po’ di pioggia è un po’ di vento”.

Quindi era solo una battaglia mediatica tra “sentinelle” (in piedi o sedute) e null’altro che folklore da quattro soldi? In realtà, andando a leggere il comunicato stampa di chi ha organizzato le “caramelle in piedi”, notiamo che è accaduto ben altro e che stride fortemente con quanto dichiarato dalle sentinelle in piedi.

Stavolta l’Arcigay Cremona La Rocca e le Sentinelle Sedute, hanno deciso di non presentarsi nella stessa piazza dei “rivali”, ma di organizzare un vero e proprio evento culturale a 360°. Non potendo sfruttare Piazza Garibaldi (come invece preannunciato) a causa di pioggia e vento, che avrebbero reso ingestibili i gazebo, l’impianto audio e i tantissimi libri, hanno optato per l’utilizzo del circolo Il Paniere di Via IV Novembre a Crema.

Il cambio di programma dell’ultim’ora ha spiazzato molti e dei 250 partecipanti previsti, il Paniere ha fatto registrare sole settanta presenze, che hanno assistito, in un clima informale, alle presentazioni letterarie di diversi autori, quali Antonino Pistone (libro “La Guerra”), Stefano Bolognini (libro “Balletti verdi”) e Stefano Paolo Giussani (libro “L’ultima onda del lago); gli ultimi due autori hanno poi lungamente raccontato la lotta all’omofobia dalla seconda guerra mondiale ad oggi, andando così a ricongiungersi ai racconti di Pistone, ambientati proprio in quel periodo, durante la spedizione in Etiopia.

Nel mentre, gli ospiti hanno potuto consultare decine di libri gentilmente concessi dalla libreria Viaggiatore Curioso di Via XX Settembre, partecipare a un contest fotografico a premi, patrocinato dal Fotoclub Ombriano-Crema e dall’azienda Consulenze Pironti, mangiare caramelle offerte dagli organizzatori e, a fine evento, godersi il concerto della band “Il Pagliaccio” di Biella; il tutto ripreso dalle telecamere di Polar TV, con immagini che verranno poi riproposte da vari media televisivi quali TRS e Telecolor.

Tra gli altri partecipanti vi sono stati la FIUPP (associazione per i diritti dei malati) e Progetto CREMA, associazione coordinata da chi sta scrivendo e che, come molti degli organizzatori, non è vincolata direttamente ad alcun partito o a una visione unica circa le questioni relative al decreto Scalfarotto e ciò che ne consegue. E’ quindi incomprensibile che un evento culturale che non ha promosso alcuna intolleranza o contrasto come quello delle Caramelle in piedi venga attaccato da terzi, per scopi che sfuggono a ogni logica e che non possono far altro che alimentare un clima di intolleranza reciproca e sfavorire ogni sorta di dialogo.

Il mio personale invito alle associazioni, di qualunque tipo siano, è sempre quello: dialoghiamo, scambiamoci idee e, perché no, organizziamo eventi insieme se le posizioni sono simili, conciliabili o complementari. Ogni divisione associativa è un’occasione persa per Crema e per i cremaschi, così come l’occasione di tacere, quando l’alternativa sarebbe il gettare fango sugli sforzi di volontari e associazioni no-profit.

Alessandro Pironti

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