• Facciano che le pagelle ai duetti e alle cover li do in tempo reale, che mi aiuta a stare sveglio….
    • Elettra Lamborghini con Las KetchupAserejé (Las Ketchup, 2002) fanno ballare tutto l’Ariston. Per me hanno già vinto loro.   VOTO 7
    • Eddie Brock con Fabrizio MoroPortami via (Fabrizio Moro, 2017) quanta drammatica carica inutile. Superflua   VOTO 4
    • Mara Sattei con MecnaL’ultimo bacio (Carmen Consoli, 2000) un pezzo non certo facile. Rapparci sopra ci vuole coraggio. Le barre di Mecna sembrano un po’ inutili VOTO 5
    • Patty Pravo con Timofej AndrijashenkoTi lascio una canzone (Ornella Vanoni e Gino Paoli, 1985) duetta con un ballerino. E va bene. La canzone non è facile e lei non sembra molto a suo agio con la melodia.    VOTO 5
    • Levante con GaiaI maschi (Gianna Nannini, 1987) brave. Allegre. Sul pezzo senza farsi travolgere bda un pezzo storico e da una interprete osannata.    VOTO 6,5
    • Malika Ayane con Claudio Santamaria Mi sei scoppiato dentro al cuore (Mina, 1966) un pezzo difficile. Fatto divinamente. Si candida ad essere il vincitore della serata.  VOTO 8
    • Bambole di pezza con Cristina D’AvenaOcchi di gatto (Cristina D’Avena, 1985)  sguaiate il giusto. Cristina con un abito pazzesco. Esattamente quello che ci si aspettava. Rock e nostalgia e quella citazione dei Led Zeppelin… altissima  VOTO 7
    • Dargen D’Amico con Pupo e Fabrizio Bosso Su di noi (Pupo, 1980) Dargen apre con i versi del disertore e trasforma su di noi in una canzone antimilitarista. Va beh. Genio.    VOTO 9
    • Tommaso Paradiso con StadioL’ultima luna (Lucio Dalla, 1979) Va beh chiudiamo qua. Versione strepitosa. A parte la voce roca di Curreri arrangiamento maiuscolo. Tutti a casa.    VOTO 9
    • Michele Bravi con Fiorella MannoiaDomani è un altro giorno (Ornella Vanoni, 1971) secondo pezzo della Vanoni in gara. I due spingono sull’emozione facile con un arrangiamento elegante e rarefatto che poi si apre in una orchestrazione classica . Difficile affrontare un pezzo così. VOTO 7
    • Tredici Pietro con Galeffi, Fudasca & BandVita (Gianni Morandi e Lucio Dalla, 1988) carrambata. Sbuca Morandi. Fanno impressione per quanto sono uguali. Ma il momento emoziona e potrebbe essere quello cruciale. Bella versione. VOTO 8
    • Maria Antonietta e Colombre con Brunori SasIl mondo (Jimmy Fontana, 1965) due elettriche sul palco mi aspettavo una sorpresa ma versione tutto sommato pulita. Con mini barre di Maria Antonietta.    VOTO 6,5
    • Fulminacci con Francesca FagnaniParole parole (Mina e Alberto Lupo, 1972) coppia improbabile. Ruoli invertiti. Eppure funziona alla grande.    VOTO 8
    • Lda e Aka 7even con Tullio De PiscopoAndamento lento (Tullio De Piscopo, 1988) inizio gospel al pianoforte. Poi si sbraga. Festa di paese. Ma allegra. Un paio di barre e poi non vuoi lasciare sfogare zio Tullio?   VOTO 7
    • Raf con The Kolors The riddle (Nik Kershaw, 1984) anni 80. Vai in discoteca la domenica pomeriggio. Sei felice e non lo sai.    VOTO 7
    • J-Ax con Ligera County Fam. E la vita, la vita (Cochi e Renato, 1974) oltre il mito. Basterebbero i nomi. Paolo Jannacci, Cochi Ponzoni, Ale e Franz, Paolo Rossi. Jax che tira una stoccata a tutti poi sbrago.   VOTO 9
    • Ditonellapiaga con TonyPitonyThe lady is a tramp (dal musical Babes in arms, 1937) swingheggiano, cazzeggiano, mostrano di essere preparatissimi e cazzeggiamo. Fanno sfogare l’orchestra e sono bellissimi  VOTO 8
    • Enrico Nigiotti con Alfa En e Xanax (Samuele Bersani, 2013) bersani è troppo personale. Lo avrei lasciato perdere  VOTO 4
    • Serena Brancale con Gregory Porter e DeliaBésame mucho (Consuelo Velázquez, 1940) niente solo la versione seria della Brancale. Una versione cupa del classico un po confusa nelle intenzioni. Ma elegante   VOTO 6
    • Sayf con Alex Britti e Mario BiondiHit the road Jack (Ray Charles, 1961) sorpresa notevole. Bella, tirata, con inserti di impatto   VOTO 8
    • Francesca Renga con Giusy Ferreri Ragazzo solo, ragazza sola (David Bowie, 1970) Renga rock lo è, anche Giusy. Prendere Space Oddity ma in quella assurda traduzione anni 60. Poteva essere un disastro. Eppure risento il Renga che ho amato. Secoli fa. Timoria tornate assieme   VOTO 7
    • Arisa con Coro del Teatro Regio di ParmaQuello che le donne non dicono (Fiorella Mannoia, 1987)   La canzone più retorica del mondo. Ancora più retorica che nella versione originale. Una messa cantata. Boh. Perché?   VOTO 3
    • Samurai Jay con Belén Rodriguez e Roy PaciBaila morena (Zucchero, 2001) meno male si torna al tamarro come si deve. Il microfono non va. Belem distrae. Slabbrata il giusto VOTO 6,5
    • Sal Da Vinci con Michele ZarrilloCinque giorni (Michele Zarrillo, 1994) Sal se possibile tira fuori ancor di più l’anima meló di sto pezzo.    VOTO 6
    • Fedez e Marco Masini con Stjepan HauserMeravigliosa creatura (Gianna Nannini, 1995) ancora la Nannini. Fedez rappa. E pare sempre la stessa canzone.    VOTO 4
    • Ermal Meta con DardustGolden hour (Jvke, 2022) unico pezzo della serata non evergreen. Scelta coraggiosa.    VOTO 6
    • Nayt con Joan ThieleLa canzone dell’amore perduto (Fabrizio De André, 1966) un capolavoro va trattato con rispetto   VOTO 6
    • Luchè con Gianluca GrignaniFalco a metà (Gianluca Grignani, 1995) improbabili sulla carta. Ma reggono   VOTO 6
    • Chiello con Saverio Cigarini – Mi sono innamorato di te (Luigi Tenco, 1962) ci vuole coraggio ad affrontare sto pezzo. Ma tutto sommato ci sta  VOTO6,5
    • Leo Gassmann con AielloEra già tutto previsto (Riccardo Cocciante, 1975) canzone che chiede di mostrare i muscoli.  E di essere un po sguaiati. Funziona    VOTO 6,5
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