Tra le pieghe di una contemporaneità che ha frettolosamente declassato la dedizione a debolezza, c’è ancora spazio per la capacità di persistere? Nel contesto relazionale attuale, dominato da algoritmi di prossimità e dalla saturazione dell’offerta affettiva, quella che Eva Illouz definisce l’architettura della scelta, saper rimanere fedeli al proprio cuore appare quasi anacronistico. Eppure, è proprio da questa tenace risolutezza che Lara Serrano ci invita a ripartire con il suo nuovo singolo, “Severus e Lily”.

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Dichiaratamente ispirato alla saga di J.K. Rowling, il brano non vuol essere un espediente per intercettare il fandom, né una citazione pop fine a sé stessa. Al contrario, la figura di Severus Piton viene spogliata dell’armatura fantasy per diventare il simbolo di un sentimento che non ha bisogno di reciprocità immediata per giustificare la propria esistenza. È l’amore che, come canta l’artista, non costringe a vivere in punta di piedi, ma offre la possibilità, sempre più difficile da incontrare, di essere accettati senza doversi rimpicciolire, un terreno solido su cui poggiare anche i propri fallimenti.

Lara, una delle penne più interessanti del nuovo cantautorato ligure, elegge la protezione a valore assoluto. In un tempo che spesso esaspera l’individualismo o il risentimento post-rottura, la cantautrice ligure sceglie la strada della cura verso l’altro, anche quando questi è rivolto altrove.

«Siamo come i vinili, come Severus e Lily», canta, tracciando un parallelo tra la persistenza del supporto analogico e quella di un legame che sfida l’usura. Il vinile, proprio come il sentimento descritto, richiede attenzione, non sopporta la fretta e possiede una matericità che ne costituisce il pregio. La scrittura di Serrano si conferma capace di evocare immagini familiari e facilmente riconoscibili (un bar, uno striscione allo stadio, il mare di Genova) per ancorare a terra un concetto altrimenti astratto. Il suo è un pop che guarda alla scuola genovese più nobile, quella che non ha paura di indugiare nei chiaroscuri, quella che sceglie di non rifugiarsi mai in una solarità scontata o in un dolore unidimensionale.

«Ho voluto raccontare l’amore come custodia dell’altro — dichiara —. Severus Piton è un personaggio che accetta di farsi odiare dal mondo intero per onorare una promessa, per tutelare ciò che rimane di un sentimento. Viviamo un tempo in cui ci viene chiesto di essere sempre “vincenti” e di “andare avanti” a ogni costo; io ho sentito il bisogno di cantare chi, invece, accetta di rimanere un passo indietro pur di non smettere di guardare il mare per qualcuno. In questo brano, Lily rappresenta quel luogo sicuro dove non serve fingere, dove la propria vulnerabilità non è una colpa, un difetto, ma un punto di contatto.»

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