Short story Sanremese, l’alternativo

Short story Sanremese, l’alternativo

Per quanto anziano, non rinuncio all’idea di essere alternativo.

“Alternativo? Ma non vedi che ti sei ridotto al pannolone?! Ma guardati Sanremo e stai lì bel tranquillo.”

A me sta roba mi fa incazzare come un bradipo di ultima generazione: primo perché faccio ancora la pipì contro alberi e angoli compiacenti e, secondo, perché l’ultima volta che ho sentito una canzonetta del Festival che mi pareva decente, la mia morosina dell’epoca mi disse che sì, è carina, però lei preferiva la terza classificata. Allora non si usava ancora dire “non capisci un cazzo”, ma di fatto ci lasciammo per sempre. Lei andò a “ferragostare” con i genitori a Cesenatico e io, invece, a Milano Marittima, insieme agli zii di una cugina che era la sorella di un amica di mia madre. La cosa buffa e insieme stupenda di quei giorni di sole è che, senza saperlo, nelle rispettive balere ballavamo al ritmo delle stesse canzoni, la sua e la mia. E lo stesso succedeva negli Iunaited states of America, te capìt, pirlott?

“Una storia molto romantica e anche un filino surreale, ma ancora non hai spiegato perché, oggi, ti senti alternativo.”

Va be’, dovevo immaginarlo, sei ottuso. San Remo, a me, mi fa una pippa, ammesso e non concesso che con la marmellata canora ci si possa fare una pippa. Io personalmente vado a svernare sulle sponde del lago Maggiore, versante lombardo dell’Alto Verbano. Lì, nella varie comunità montane, sono in programma alcune “performaces” che ancora adesso i Punks se le sognano.

“Esagerato”

Sei ottuso, non c’è dubbio, e anche poco istruito. Per esempio, te con la puzza sotto il naso, che cazzo ne sai di un concerto per motosega e muggito di vacca prealpina in attesa di mungitura? In valle anche le marmotte e i conigli vanno in delirio. E del volo dell’astore inseguito dai pallini di una doppietta? Pam pam, cazzo che palle cazzo che palle cazzo che palle, sincopato. Con gli elvetici che s’incazzano. E del cinghiale innamorato, che quando è così suona la carica del 7° cavalleria e devasta i locomotori in servizio sulla linea Luino Bellinzona? Infine, ma giusto per citare, tu, imberbe spocchioso, l’hai mai sentito l’acuto sovrannaturale del Pastina quando è all’apice della sbronza di fine settimana? Gli riesce a meraviglia soprattutto quando c’è San Remo e vengono fino dalla Svizzera per ascoltarlo. Insomma, da queste parti c’è varietà, senza bisogno di tante belle fighe e luci psichedeliche.

Hai capito?!

Beppe Cerutti

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